"di solito alcune volte viene eseguito anche da AO, è l'espressione che un romano ti può utilizzare quando vai in un ristorante a Milano, chiede una carbonara e nella carbonara ci mettono la panna. Ecco, la prima reazione pacata è questa, tipo ad esempio, ma che cosa stai facendo?"
"A-O è proprio la classica interiozione romana che si utilizza per richiamare l'attenzione di qualcuno senza usare il suo nome e quindi sostituisce, diciamo, il classico italiano O per, appunto, far voltare qualcuno e all'interno di una frase si potrebbe utilizzare dicendo A-O è Ascoltami, che famo stasera?"
Aò
Ahò
"Classico saluto romano tra persone che si conoscono e che vogliono scherzare fra di loro o quando, invece, arriva da uno sconosciuto, capisci che hai fatto qualcosa di sbagliato. Qual è? Au! Quando uno ti fa au, due sono le cose. O ti conosce, e tu sei mio per cui ancora non hai capito chi è, o gli hai fregato il parcheggio. E mo so' cazzi."
Au!
"Aregà, modo romano per i ragazzi. È molto conosciuto anche Aregà buongiorno, che Erfaina, un noto personaggio romano, usa molto spesso nei suoi video. Ad esempio, Aregà, stasera andiamo a mangiare fuori o no?"
Aregà
"Raga è l'abbreviazione di ragazzi, che sta bene su tutto praticamente e unisce il branco in una sillaba e mezza scarsa. Senza i raga non c'è la festa, non c'è ignoranza condivisa, non c'è weekend degno di questo nome e non c'è praticamente più senso vero nella vita di tutti i giorni. Per esempio in una frase, raga stasera tutti da me, ho preso delle birre che spaccano e ho una playlist top."
Raga'
"Bimbi è un appellativo che significa un po' ragazzi, ma che non è necessariamente legato alla giovinezza delle persone a cui si parla, quantopiù a volersi riferire a loro con convivialità e confidenza. Quindi, ad esempio, con gli amici è molto usato, io potrei dire, mentre stiamo facendo insieme un gioco da tavolo, oh bimbi, ma io mi sono un po' rotto i coglioni, ci si leva di culo, si va a far due passi, visto che ha smesso di piovere e poi si torna dopo a finire."
Bimbi
Ué
Uaiò
Scè
Mbà!
Marò!
Mandi
Sciau
"Perché dovresti utilizzare uno sterile? Oh, ci rivediamo, ci vediamo in giro. No, sa-ribec-camo, sa-ribec-camo, questo classico modo da utilizzare fra amici a Roma."
Sa-ribeccamo
Ciò
Pota
"Belin è il marchio di fabbrica genovese, l'identità linguistica della Liguria intera. Si usa esattamente come il prezzemolo nella cucina italiana classica, quindi sta bene praticamente ovunque e non significa nulla di preciso, ma contemporaneamente significa tutto. Per esempio, Belin, ma quanto costa il parcheggio qui? Son matti? E' meglio comprare un appartamento. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org"
Belin
"Minchia è la parola magica siciliana che dà sapore a ogni frase pronunciata, è una specie di prezzemolo linguistico che si adatta perfettamente a qualunque contesto immaginabile della vita quotidiana. Può inducare stupore puro, noia mortale, rabbia, ma anche gioia contagiosa. Per esempio, minchia, guarda che tramonto pazzesco, sembra un quadro fatto apposta per noi."
Minchia
Talè
Siente
"Allora, su, ascoltami dovrebbe essere più precisamente scuta mia, senti a me, e normalmente si dice per rimarcare un concetto, scuta mia, dobbiamo fare questa cosa perché altrimenti ne va della nostra reputazione, scuta mia, dobbiamo uscire perché se non lo facciamo ora non lo facciamo più, è proprio un rafforzativo, non tanto sembra lievemente minaccioso, ma è proprio per rinforzare il concetto che io ho ragione e tu mi devi dare ascolto"
Ascoltami
Speta
Anduma
"DAI è una parola che in realtà contiene mondi interi e sfumature impossibili anche solo da contare. Può essere sia un incitamento da stadio, tipo DAI, oppure un rimprovero amorevole, tipo DAI, o un segno di incredulità totale quando qualcuno ti spara la cazzata della sua vita davanti a tutti senza vergogna, quindi tipo DAI. Quindi, insomma, può essere utilizzato in diversi contesti. Per fare un esempio, attraverso una frase, si può dire, ma DAI, non ci credo che ti sia fatto arrestare per una cavolata del genere, non fare il pirla."
DAI
Fratè
Fratm
"Fra o frate è la traduzione diciamo di bro, quindi è un termine di fratellanza urbana che sigilla un'alleanza non scritta ma vincolante, perché se ti chiamo fra significa che sei dentro al mio cerchio magico di fiducia eterna e che possiamo contare l'uno sull'altro. Quindi per esempio, dimmi tutto frate, sai che io per te ci sono sempre, in qualunque momento del giorno o della notte."
Fra (o frate)
"Bro è ovviamente un'abbreviazione dall'inglese brother ed è il termine con cui chiami i tuoi alleati, quindi quelli con cui condividi il pane, il fango e qualche serata da raccontare ai nipoti tra trent'anni. Quindi per esempio si può dire, bella bro, stasera siamo fuori a glassare come al solito o ci spariamo un film e basta. Alla prossima"
Bro
"Zio o zia è un appellativo colloquiale rivolto a chiunque, anche se in realtà non siete parenti. È il modo immediato per darsi un tono di confidenza e abbattere ogni barriera sociale tra sconosciuti totali. Per esempio, uè zio, come va? Non ci vediamo da un sacco?"