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Strümento del Diavolo

Modo piemontese di chiamare un esame universitario tosto da far venire il mal di testa solo a nominarlo. Si usa per dire che è una roba infame, pesante e capace di buttarti giù prima ancora di entrare in aula.

"Devo lavorare anche stanotte, lo strümento del Diavolo mi aspetta domani mattina!"

Spolverino

È l’esame leggero che passi con una studiata lampo: dai solo una spolverata ai libri, ripassi due date e via. Tra studenti si usa soprattutto per gli orali facili o per quelle interrogazioni dove il prof si accontenta del minimo sindacale. Se ti dicono che è uno spolverino, puoi respirare e non andare in ansia.

"Domani c'ho l'orale de storia, ma tanto è uno spolverino: me leggo due appunti stasera e domattina me la porto a casa."

Su Papiru

Espressione sarda usata in tono ironico per indicare la laurea o il diploma universitario, vista come il classico pezzo di carta che da solo non ti sistema la vita né ti riempie il piatto.

"Ha preso su papiru, ma ancora va a fare il pastore in campagna!"

Laureabbotta

Una laurea tirata su un po' alla buona, presa più per portare a casa il titolo e far stare sereni i genitori che per vero sbattimento universitario.

"Eccolo là, Antonio si è preso una belle 'laureabbotta' e ora fa finta di cercare lavoro!"

Lauréto

Modo ironico per chiamare chi, appena finita l’università, si mette a fare il saputello e guarda gli altri dall’alto in basso. È una storpiatura scherzosa di laureato, usata per ridimensionare l’ego e riportare la gente coi piedi per terra, soprattutto quando in paese c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare davvero.

"Oh, va bene che hai studiato, ma adesso che sei tornà a casa, fa’ meno il lauréto e vieni a darci una mano nei campi, dai."

Tenere la tesi nel cassetto

Si dice di chi la laurea ce l'ha, ma se la lascia lì a prendere polvere invece di trasformarla in lavoro vero o in qualcosa che gli apra una strada. A Milano gira spesso con dentro una punta di sfottò verso chi ha studiato tanto e poi resta fermo al palo.

"Dopo anni di studio, Marco tiene ancora la tesi nel cassetto: lavora come barista al Naviglio!"

Fripaquin

Modo scherzoso per chiamare lo studente universitario in modalità talpa: sparisce, rifiuta uscite e vive di dispense, evidenziatori e caffè. Lo usi quando uno si chiude in casa per la sessione o per la tesi e lo rivedi solo a laurea finita. Tono bonario, un po’ preso in giro, mai cattivo.

"Da quando c’è la sessione, Luca non scende più nemmeno per il génépy: è diventato un fripaquin, vive tra appunti e caffè."

Scansiada

Si dice di uno studente che dribbla studio, lezioni e sbatti vari per andare in giro o piantarsi al bar in modalità gran relax.

"Stasera non posso venire a studiare perché c'è la scansiada di turno e ci facciamo una ciacola con due occhi belli in centro!"

Magna e dorma

Si dice che di uno studente universitario che sulla carta dovrebbe studiare, ma in pratica campa tra piatti pieni, letto caldo e zero sbatti sui libri.

"Guarda tuo cugino: all'università fa solo magna e dorma!"

Sgagno

Voce marchigiana per dire uno studente mezzo svogliato e mezzo contaballe, uno che sui libri ci passa poco ma con le scuse e le storie ci sa viaggiare benissimo.

"Hai visto Sandro ieri in classe? Quel sgagno diceva di aver studiato tutta la notte, ma dormiva pure sul banco!"

Ganaletto

Un ragazzo che preferisce perdere tempo invece di studiare.

"Gianni, basta fare il ganaletto! Se non studi, l'esame di matematica sarà un disastro!"

Stuènd

Termine affettuoso per uno studente che sembra sempre sveglio ma un po' confuso, tipico delle giovani promesse lucane.

"Oh Stuènd, hai già preparato la cartella o stai ancora cercando il quaderno dei compiti? Sei sempre il solito!"

S'è ndè ente l'università

È la scusa jolly per chi deve sparire e darsi un tono da studente modello. La tiri fuori quando vuoi far credere che sei immerso tra libri e appunti, ma in realtà stai ciondolando a casa o in giro. Si usa spesso in modo ironico tra amici per smascherare il classico millantatore che sta all’uni ma combina poco.

"Oh Giusè, ogni volta che c’è da fare qualcosa te ne esci con s'è ndè ente l'università, poi ti becco sul divano a sparà serie."

Singolo

A Perugia, il singolo è lo studente universitario che si prende una casa tutta per sé e vive senza coinquilini. Quello che gira in mutande fino a mezzogiorno, parla col frigorifero e difende il suo silenzio come fosse territorio sacro.

"Ma che fortunello il Marco, è riuscito a trovarsi un singolo vicino all'università e ora può scorrazzare in tuta tutto il giorno!"

Scrivetora

Modo scherzoso per dire “quella che scrive tutto”, la tipa che prende appunti su ogni scena del paese come fosse la cronista ufficiale. Si usa per stuzzicare chi annota, racconta e poi magari sparge pure il resoconto completo: dalla tombola alla sagra, fino alle figuracce al bar. Insomma, una che non si perde mezzo dettaglio.

"Guarda la Berta, scrivetora come poche: alla festa del vino s’è segnata tutto, pure quando Gino è volato nel tino davanti a mezzo paese."

Scarabozzare

Vuol dire scrivere o disegnare in modo frettoloso e un po’ storto, tipo quando prendi appunti al volo o fai doodle mentre parli al telefono. È il verbo del classico scarabocchio: segni confusi, lettere mezze mangiate, faccine e mostriciattoli da margine. Si usa in tutta Italia, spesso con autoironia, quando il risultato non è proprio da calligrafo.

"Durante la riunione, invece di seguire, ho scarabozzato mostri sul blocco appunti e poi ho finto fossero schemi di lavoro serissimi."

Lavagna innanì

Espressione usata per descrivere qualcuno colto di sorpresa e impreparato, come uno studente chiamato alla lavagna senza aver studiato.

"Quando Angela ha chiesto a Marco di parlare del progetto, lui era proprio 'lavagna innanì'! Ha fatto ridere tutti con i suoi balbettii!"

Librocc

Si dice di uno che si mette a fare il saputello e la morale a tutti, con quell'aria da professore sceso dal piedistallo anche se magari ha capito due cose in croce.

"Guarda, il solito librocc di Michele sta spiegando le nuvole. Pare che ieri abbia visto un documentario sul meteo!"

Aurea d'Economia

Espressione napoletana usata per sfottere chi, dopo due conti fatti al volo, si mette a parlare di soldi, investimenti e finanza come fosse un professore consumato.

"Peppe ha fatto due conti e già parla come se avesse l'aurea d'economia. Mo' si crede il Warren Buffet di Scampia!"

U capisc'e campagna

Espressione calabrese per dire di uno che, anche se studia, capisce più di terra, zappa e campi che di libri e teoria. È il tipo che all'università ci va, ma appena c'è da fare un lavoro agricolo si muove con la mano sicura.

"Giuseppe dice sempre di voler finire presto l'università, ma è proprio 'u capisc'e campagna': sa zappare meglio di quanto sappia fare esami!"

Voci del popolo

La teoria va benissimo, ma quello che ci piace davvero è sentire la gente nel suo flow naturale. Se conosci un'espressione bella delle tue parti, portala. E se c'è già, dalle la tua voce. La mappa sonora la costruiamo insieme.

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