Strümento del Diavolo
Modo piemontese di chiamare un esame universitario tosto da far venire il mal di testa solo a nominarlo. Si usa per dire che è una roba infame, pesante e capace di buttarti giù prima ancora di entrare in aula.
Spolverino
È l’esame leggero che passi con una studiata lampo: dai solo una spolverata ai libri, ripassi due date e via. Tra studenti si usa soprattutto per gli orali facili o per quelle interrogazioni dove il prof si accontenta del minimo sindacale. Se ti dicono che è uno spolverino, puoi respirare e non andare in ansia.
Su Papiru
Espressione sarda usata in tono ironico per indicare la laurea o il diploma universitario, vista come il classico pezzo di carta che da solo non ti sistema la vita né ti riempie il piatto.
Laureabbotta
Una laurea tirata su un po' alla buona, presa più per portare a casa il titolo e far stare sereni i genitori che per vero sbattimento universitario.
Lauréto
Modo ironico per chiamare chi, appena finita l’università, si mette a fare il saputello e guarda gli altri dall’alto in basso. È una storpiatura scherzosa di laureato, usata per ridimensionare l’ego e riportare la gente coi piedi per terra, soprattutto quando in paese c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare davvero.
Tenere la tesi nel cassetto
Si dice di chi la laurea ce l'ha, ma se la lascia lì a prendere polvere invece di trasformarla in lavoro vero o in qualcosa che gli apra una strada. A Milano gira spesso con dentro una punta di sfottò verso chi ha studiato tanto e poi resta fermo al palo.
Fripaquin
Modo scherzoso per chiamare lo studente universitario in modalità talpa: sparisce, rifiuta uscite e vive di dispense, evidenziatori e caffè. Lo usi quando uno si chiude in casa per la sessione o per la tesi e lo rivedi solo a laurea finita. Tono bonario, un po’ preso in giro, mai cattivo.
Scansiada
Si dice di uno studente che dribbla studio, lezioni e sbatti vari per andare in giro o piantarsi al bar in modalità gran relax.
Magna e dorma
Si dice che di uno studente universitario che sulla carta dovrebbe studiare, ma in pratica campa tra piatti pieni, letto caldo e zero sbatti sui libri.
Sgagno
Voce marchigiana per dire uno studente mezzo svogliato e mezzo contaballe, uno che sui libri ci passa poco ma con le scuse e le storie ci sa viaggiare benissimo.
Ganaletto
Un ragazzo che preferisce perdere tempo invece di studiare.
Stuènd
Termine affettuoso per uno studente che sembra sempre sveglio ma un po' confuso, tipico delle giovani promesse lucane.
S'è ndè ente l'università
È la scusa jolly per chi deve sparire e darsi un tono da studente modello. La tiri fuori quando vuoi far credere che sei immerso tra libri e appunti, ma in realtà stai ciondolando a casa o in giro. Si usa spesso in modo ironico tra amici per smascherare il classico millantatore che sta all’uni ma combina poco.
Singolo
A Perugia, il singolo è lo studente universitario che si prende una casa tutta per sé e vive senza coinquilini. Quello che gira in mutande fino a mezzogiorno, parla col frigorifero e difende il suo silenzio come fosse territorio sacro.
Scrivetora
Modo scherzoso per dire “quella che scrive tutto”, la tipa che prende appunti su ogni scena del paese come fosse la cronista ufficiale. Si usa per stuzzicare chi annota, racconta e poi magari sparge pure il resoconto completo: dalla tombola alla sagra, fino alle figuracce al bar. Insomma, una che non si perde mezzo dettaglio.
Scarabozzare
Vuol dire scrivere o disegnare in modo frettoloso e un po’ storto, tipo quando prendi appunti al volo o fai doodle mentre parli al telefono. È il verbo del classico scarabocchio: segni confusi, lettere mezze mangiate, faccine e mostriciattoli da margine. Si usa in tutta Italia, spesso con autoironia, quando il risultato non è proprio da calligrafo.
Lavagna innanì
Espressione usata per descrivere qualcuno colto di sorpresa e impreparato, come uno studente chiamato alla lavagna senza aver studiato.
Librocc
Si dice di uno che si mette a fare il saputello e la morale a tutti, con quell'aria da professore sceso dal piedistallo anche se magari ha capito due cose in croce.
Aurea d'Economia
Espressione napoletana usata per sfottere chi, dopo due conti fatti al volo, si mette a parlare di soldi, investimenti e finanza come fosse un professore consumato.
U capisc'e campagna
Espressione calabrese per dire di uno che, anche se studia, capisce più di terra, zappa e campi che di libri e teoria. È il tipo che all'università ci va, ma appena c'è da fare un lavoro agricolo si muove con la mano sicura.