Cagliari è il cuore pulsante della Sardegna: sole, mare cristallino e un dialetto che sembra un'altra lingua. I cagliaritani dicono "ajò" per tutto e hanno una fierezza tutta sarda. Tra le saline, il Poetto e il quartiere Castello, qui la vita scorre con calma ma con carattere.
Andai a iscola a boi
Modo di dire sardo che significa andare a scuola a piedi, spesso con quel tocco di rassegnazione allegra di chi si fa una camminata per imparare. Si usa per raccontare la routine scolastica o per prendere in giro chi si vanta di mezzi di trasporto fighi. È genuino come il pane carasau e sa di polvere di strada e risate con gli amici.
Mentireddu
In Sardegna, 'mentireddu' è quella bugietta che dici senza malizia, quasi un gioco. È il diminutivo di 'mentira', e lo usi quando becchi qualcuno a raccontare una frottola ma senza cattiveria, come quando un bambino dice di non aver mangiato il cioccolato e ha la faccia sporca. È un rimprovero tenero, una coccola linguistica che sa di complicità.
Imparàciu
A Cagliari l’imparàciu è il saputello di turno, quello che deve insegnarti pure come respirare. Ti fa la lezione su tutto, anche se non gliel’ha chiesta nessuno, con l’aria da prof e il ditino pronto. Non è cattivo per forza, però dopo cinque minuti ti viene voglia di dirgli Ajò, basta, ho capito.
Restare in Palmas
Modo di dire cagliaritano per quando, in mezzo a una serata, scegli di restare piantato nel tuo angolino comodo invece di lanciarti nel delirio. Ci sei, parli, ridi, ma senza sbatterti: zero pista, zero drama, solo chill e controllo qualità sull’energia. È la filosofia del mi godo la festa, ma a modo mio.
Fino
Una persona o una situazione elegante, di classe, che si distingue per raffinatezza e stile impeccabile.