Montagna e mare a due passi, con arrosticini che valgono il viaggio. L'abruzzese dice "mo'" per tutto: adesso, dopo, chissà. Qui convivono pastori testardi e surfisti della domenica. Il Gran Sasso guarda tutti dall'alto e ricorda che la natura comanda.

Scapoccià
Giorgia · Lazio
"Scapoccià significa impazzire, perdere la testa, perché capoccia vuol dire testa. Ad esempio, in questo periodo sto scapocciando dal lavoro, traffico e gente che mi rompe tutto il giorno. Ho la testa che mi fuma davvero."

Mena e ppecora

In Abruzzo, essere 'mena e ppecora' è come portarsi dietro il caos con la grazia di un pastore che inciampa sulle sue stesse pecore: goffo, impacciato, sempre un passo indietro rispetto alla mandria. Lo dici a chi fa casino mentre cammina o combina solo disastri senza volerlo.

"Non farlo entrare in salotto con quel vassoio di bicchieri, è proprio mena e ppecora e ci ritroviamo a bere per terra."

Rifregare

Vuol dire prendere in giro qualcuno, sfotterlo o provare a fargli credere una cosa solo per riderci sopra. È quel momento in cui capisci che l’altro ti sta facendo lo scemo e ti sta “mettendo su” con una battuta o una finta. Classico tra amici, ma se esageri ti becchi la risposta secca.

"Oh Lù, ma che mi stai a rifregà? Mi hai detto che c’era l’aperitivo gratis e invece era la sagra della cipolla. Mo’ ti faccio vedere io, sciò!"

Capace che

Modo di dire abruzzese usato per dire “può darsi” o “non mi stupirei se”, spesso con quell’ironia un po’ rassegnata da bar. Lo tiri fuori quando non sei sicuro di niente, ma vuoi lasciare aperta la porta al colpo di scena. In pratica: oggi sole, domani capace che viene il finimondo.

"Oh Maurì, domani si va al mare a Francavilla? Capace che cambia tutto e ci ritroviamo col vento che ti porta via l’ombrellone e tu ancora in ciabatte, a fare il fenomeno"

Enormata

In Abruzzo si dice quando qualcosa è talmente grossa o assurda che ti scappa solo di commentarla. Può essere una festa, una bugia, un panino, un casino, qualsiasi cosa fuori scala. È come dire “esagerato” ma con più gusto e un po’ di stupore dentro. Parola perfetta per chi non sa stare zitto davanti al troppo.

"Oh cumpà, ieri al lido hanno fatto una enormata: musica a palla, arrosticini a raffica e gente ovunque. A un certo punto manco si camminava, sembrava la sagra di mezza regione."

Scapoccià

Scapoccià vuol dire sbottare, andare in tilt e perdere la pazienza perché c’è troppo bordello in testa o intorno. Lo dici quando ti si accumulano rumore, stress, gente che parla sopra e storture varie, e senti che stai per esplodere. Non è diventare matto sul serio, è uno scatto di nervi, spesso all’improvviso.

"Mo alla Prefettura c’era mezzo paese, musica a palla e gente che urlava: stavo per scapoccià, ho preso e me ne so’ scappato al bar."

Voci del popolo

La teoria va benissimo... ma quello che ci fa impazzire davvero a noi Magikitos è sentire la gente di Abruzzo nel loro flow naturale. Se conosci un'espressione tipica di là, registrala nello Studio con un esempio vero. L'aggiungiamo alle voci della tua zona!

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