Si dice quando qualcosa è freddissimo, gelato da farci rimbalzare sopra i pensieri. Non è il fresco normale, è quel freddo duro, sodo, da materia inospitale, e il paragone col marmo centra in pieno la sensazione. Ha dentro una bella esagerazione toscana, di quelle che non spiegano soltanto ma ti fanno proprio sentire la temperatura nelle ossa.
"Oh deh, leva codesta birra dal freezer, è diaccia marmata, se la bevo così mi si ghiaccia anche il trammoccio e bava."
Si dice quando uno è fregato di brutto, ormai l'hanno beccato o sta per arrivargli addosso una conseguenza bella pesante. Ha quel tono da sentenza secca, quasi divertita, ma sotto c'è poco da ride, perché vuol dire che la frittata è fatta. Perfetta per multe, guai, figurette o situazioni dove non scappi più.
"Oh, lascia perde, hai parcheggiato lì senza grattino e ora girano i vigili. Se passano davvero, bimbo mio, sei der gatto e ti spennano vivo."
Si tira fuori quando sei stufo marcio di qualcuno e lo vuoi liquidare male, ma con quel gusto vernacolare che fa più scena di un semplice vai a quel paese. Ha dentro fastidio, stizza e anche un filo di teatro, perché non spiega nulla, chiude proprio il discorso con una bella porta verbale in faccia.
"Giulia doveva veni' a dacci una mano, poi all'ultimo s'è riordata d'ave' da fa'. Oh, ma va in domo, vai."
Si tira fuori quando non vuoi dire una cosa per certa, ma ci vedi già il muso che spunta dietro l’angolo. Vale per probabile, possibile, e spesso pure per un vedrai che mezzo rassegnato. È una frase comodissima perché fa lavorare insieme intuito, esperienza e quel radar da cielo storto che in Toscana non sbaglia quasi mai.
"Metti via l’ombrellone, de. Ora c’è un sole che inganna, ma è capace fra due ore venga giù il mondo e ci si inzuppi tutti."
Si tira fuori quando vuoi dire che una cosa non è successa affatto una sola volta, ma un sacco di volte. Il bello è proprio l'ironia del contrario, detta con quell'aria di chi ormai ci ha fatto il callo. È una frase che sgonfia il drama e normalizza la ripetizione con una calma quasi comica.
"Deh, tu caschi dalle nuvole, ma il Luca l'ha già perso il telefono una volta e via, ogni estate bisogna andarlo a cercare in spiaggia."
Non parla del frutto, ma delle cozze, e già questo basta a far sorridere. È uno di quei ribaltamenti lessicali da banco del pesce che a Livorno suonano normalissimi se ci sei cresciuto. Detto così, datteri porta subito odore di mare, retine bagnate e pranzi improvvisati con l'acquolina già in marcia.
"Oh bimbi, domattina si passa dal pesciaiolo a piglià du datteri e poi via di spaghetti allo scoglio, sennò che domenica è?"
Si dice quando davanti a te sembra spalancarsi tutto, possibilità, strade, occasioni, quasi come se la vita ti stesse facendo cenno con la mano. Di solito si usa per chi è giovane, pieno di talento o in un momento in cui può scegliere davvero dove andare. Ha dentro ambizione, fortuna e pure un filo di vertigine.
"Cu sta guagliona canta, studia e tiene una capa fina, tiene il mondo ai piedi e ancora nun ha deciso che strada pigliare."
Si dice di chi si mette sempre a fare la coscienza degli altri, dispensando consigli, prediche e lezioncine anche quando nessuno gliele ha chieste. Di solito non è un complimento, perché dentro c’è quell’aria da saputello che ti fa venire voglia di cambiare stanza. Perfetta per amici, parenti o colleghi che commentano tutto.
"Appena ho detto che volevo mollare tutto e aprire un chiosco al mare, è partito col grillo parlante e m'ha fatto 'na capa tanta."
Si dice di chi resta freddo e lucidissimo pure quando attorno scoppia il casino. Non è solo calma, è proprio quella faccia impassibile che non si scompone manco se il mondo traballa. Può suonare come complimento per chi regge la pressione, oppure un po' pungente per chi sembra non sentire niente.
"Durante la scossa tutti correvano giù per le scale, lui invece parlava piano e dava indicazioni. Fratè, teneva proprio il ghiaccio nelle vene."