Si usa per dire che qualcuno sa comportarsi nel modo più furbo, conveniente o diplomatico per ottenere un vantaggio, un favore o farsi benvolere da chi conta. Dentro c’è un po’ di adattamento, un po’ di faccia tosta e spesso pure un retrogusto di leccata elegante. Non è sempre un complimento, anzi, spesso punge.
"Con quello del piano di sopra fa sempre il verso giusto, due sorrisi, tre complimenti, e zac, si fa prestare pure il trapano nuovo."
Si usa quando qualcuno bara, manipola o si muove in modo sleale per portarsi a casa un vantaggio. Non è il furbetto innocuo, è proprio quello che piega le regole e poi fa pure la faccia pulita. Dentro c’è disprezzo bello netto, perché chi fa il gioco sporco vince magari, ma lascia sempre puzza di trucco.
"Ha tagliato la fila, ha copiato il progetto e poi faceva pure l’innocente. Chillo ha fatto il gioco sporco, poco da dire."
Si dice di chi resta fedele a valori, abitudini e modi di fare che arrivano da un altro tempo. Non per nostalgia da museo, ma perché crede davvero in cose come rispetto, parola data, educazione e sostanza. È un modo di descrivere persone all'antica nel senso buono, quelle che non fanno scena e mantengono il peso delle promesse.
"Mio nonno è alla vecchia maniera, se ti dà la parola stai sereno, alle otto è già sotto al portone e manco ti deve richiamare."
Vuol dire andare subito in affanno, stancarsi facilmente o non avere abbastanza resistenza. Si usa per chi dopo poco sforzo già boccheggia, ma anche per descrivere una forma non proprio brillante. È una frase semplice e visiva, perché ti fa sentire subito il respiro corto e quel momento in cui il corpo protesta senza tanti giri.
"Dopo tre rampe per salire da nonna stava già col fiato corto, e noi sul pianerottolo a guardarlo come dopo una maratona."
Si usa quando uno si butta in una scelta grossa senza rete sotto e senza sapere come andrà a finire. C’è coraggio, rischio e pure un filo di incoscienza buona. Non è il passo prudente di chi calcola tutto, è la mossa di chi sente che deve provarci e poi se la gioca strada facendo.
"Ha mollato il posto fisso e se n'è andata a Berlino da sola, senza appoggi. È stato proprio un salto nel vuoto, capa tosta e coraggio."
Si dice di chi, dentro un gruppo, una squadra o un progetto, è l’elemento più forte, decisivo o rappresentativo. Non è solo bravo, è quello che sposta davvero gli equilibri e che tutti guardano quando la faccenda si fa seria. Ha un suono sportivo, ma funziona benissimo anche fuori dal campo.
"Nella nostra squadra Gennaro è di punta, oh, quando manca lui davanti facimmo fatica e la partita si mette subito storta."
Si usa per chi riesce a restare calmo quando attorno vola il casino. Non è freddezza da statua, è autocontrollo vero, quello che ti fa pensare lucido mentre gli altri si sbriciolano. Dentro c’è l’idea dei nervi come tenuta emotiva, perciò avere i nervi saldi vuol dire reggere pressione, paura e urgenza senza perdere la testa.
"Quando è saltata la corrente al locale, Carmela aveva i nervi saldi, ha rimesso tutti in riga e nessuno ha fatto il panico."
Si dice di una persona che regge botte, stanchezza e pressioni senza sbriciolarsi, nel fisico o nella testa. Dentro c’è tutta la forza simbolica del ferro, roba dura che non si piega facilmente. È una frase semplice ma pesa, perché non parla solo di resistenza ma di nervi saldi e tenuta vera quando la vita spinge forte.
"Fratè, Gennaro lavora tutto il giorno, poi passa pure in palestra e non si lamenta mai, quello è proprio di ferro, nun s'abboffa mai."
Si dice di chi ha una predisposizione naturale per musica e danza, uno che sente il tempo senza sforzo e appena parte un beat il corpo capisce da solo cosa fare. Non parla di studio o tecnica soltanto, ma di istinto puro, quella roba che ti fa tenere il ritmo anche mentre cammini o sparecchi.
"Metti una canzone al matrimonio e lascia perdere, Gennaro parte subito a ballare meglio del dj, quello tiene proprio il ritmo nel sangue."