Romanesco da cinema
Daje, mortacci, sticazzi. Il dialetto della Capitale che è già diventato lingua nazionale grazie al cinema.
Napoletano essenziale
Guagliò, cazzimma, sta' senza pensier'. Il napoletano per orientarsi tra una sfogliatella e un mercato di Forcella.
Milanese da aperitivo
Bauscia, pirla, schiscetta. Lo slang della città che fa colazione con un caffè e cena con un negroni.
Veneto da osteria
Schei, mona, ombra. Le parole che servono per non far brutta figura davanti a un bicchiere di vino e a un cicchetto in piedi.
Sicilianità in pillole
Talè, minchia, mbare. Il siciliano che ti accoglie in tavola e ti insegna a guardare il mare con calma.
Per capire i maranza
Scialla, sbatti, palese. Il vocabolario delle stazioni di periferia e dei video girati a mezzanotte.
Il cibo come religione
Abbiocco, scarpetta, cavoli a merenda. La grammatica della tavola italiana, dove anche i modi di dire sanno di cucina.
Amore all'italiana
Limonare, pomiciare, fare il filo. Il dizionario sentimentale di chi flirta tra un caffè al banco e un'occhiata in metro.
Stare al verde
Grana, schei, braccino corto. Le parole dei soldi che ci sono, che mancano e che qualcuno non tira mai fuori.
Insulti con affetto
Pirla, mona, bischero. Le parole che si dicono a chi si vuole bene, da Milano a Palermo, senza che nessuno se la prenda.
Un bestiario di espressioni
In bocca al lupo, campa cavallo, prendere un granchio. Tutti gli animali che l'italiano si porta in bocca ogni giorno.
Il corpo che parla
Testa dura, faccia tosta, braccino corto. Espressioni fatte di occhi, mani, cuore e stomaco.
Come ci si chiama in Italia
Aò, ué, mandi, mbare. Richiami, saluti e modi di chiamare gli amici da un capo all'altro del Paese.
Quando una cosa spacca
Figata, tanta roba, una cifra. Tutti i modi per dire che qualcosa è bello forte, da Bergamo a Catania.
Quando ti girano
Rosicare, sclerare, che palle. Il vocabolario del nervoso, dalla noia al momento in cui parte la scenata.
Pigrizia e abbiocco
Scialla, cazzeggiare, sto cotto. Il lessico di chi non ha sbatti, dal divano della domenica al ponte del venerdì.
Sbronza e serata
Fare serata, ombra, ubriaco marcio. Dall'aperitivo alla svegliatella del giorno dopo, con tutto quello che c'è in mezzo.
Per sopravvivere al lavoro
Che sbatti, accrocchio, farsi un pezzo. Colleghi, capi, lavori tirati via e pause caffè che salvano la giornata.
Calcio da bar
Cucchiaio, gufare, scaldare la panchina. Il vocabolario della domenica, dal campetto alla curva fino al divano di casa.
Scuola, esami e fuoricorso
Secchione, fare sega, in bocca al lupo. Quello che si dice in classe, in biblioteca alle tre di notte e all'uscita dall'esame.