"Sta rosicà vuol dire essere invidioso di un qualcosa o di una persona, tipo guarda quanto sta rosicà solo perché ho vinto."
"Rosicare, ecco il verbo che viene proprio dal gergo romano, ma che ormai è più inutilizzato su tutto il territorio italico, e si utilizza per indicare un fastidio, o comunque sfortuna, o qualcosa che proprio non ci scende giù. Per esempio, tu hai mezz'ora che giri nel quartiere per cercare parcheggio, arriva la smart, si infila in quei due centimetri che ha trovato, e tu stai a rosicare, perché quella ha parcheggiato in due secondi, e tu so 30 minuti che cerchi parcheggio."
"Rosicare è un verbo che si utilizza quando si è consumati dall'invidia o dal rancore, quando vedi che qualcun altro sta meglio di te e sei appunto invidioso e non hai paura di dirlo, quindi magari fai delle battutine un po' acide. Ed è molto utilizzato nello slang romano, spesso in coppia con Terode o Rosica e quindi rende proprio l'idea di qualcosa che ti sta consumando. Quindi si può dire, per esempio, dopo aver visto le foto delle vacanze di Claudio alle Maldive Gianni ha iniziato a rosicare fortissimo."
Rosicare
"rosicata si potrebbe associare a un'invidia che nasce improvvisa e si potrebbe semplificare così: ha preso l'ultimo cornetto e fa pure 'scusa' e io dentro una rosicata atomica"
Rosicata
"Merode indica un senso di fastidio, molto simile a rosicare, tipo a me merode che tu c'hai ragione, io te la devo pure riconoscere."
Merode
"Incazzarsi significa trasformarsi letteralmente in una bestia feroce a causa della rabbia accumulata silenziosamente per troppo tempo, è quando superi il limite della tua pazienza e tutto salta in aria come un petardo a capodanno, lasciando però attorno a te solo macerie fumanti e gente impaurita. Quindi per esempio, oh non farlo incazzare che se perde la testa spacca tutto quello che trova in giro per casa. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org"
Incazzarsi
"Sbroccare significa perdere completamente il controllo dei nervi. Quando la diga della piazzienza crolla di colpo, senza preavviso, e tu investi tutti i presenti con un'ondata di rabbia accumulata per anni e mai sfogata davvero. Quindi, per esempio, ha sbroccato di brutto quando ha scoperto che l'avevano tradito. Ha spaccato tutto in casa."
Sbroccare
"Sbrocca, vuol dire perdere il controllo, arrabbiarsi di colpo, esplodere nervosamente, a Roma si usa sia per la rabbia seria, sia in modo un po' più ironico, esagerato insomma. Tipo, poi ha sbroccato de brutto e ha iniziato a urlare."
Sbrocca
"Sclerare significa un po' dare di matto, cioè quando i fili del cervello si incrociano improvvisamente e inizi quindi a urlare, sbraitare o comunque dare i numeri perché non ce la fai più a reggere il peso del mondo intero sulle spalle stanche. È un po' l'esplosione emotiva incontrollabile che spazza via in un secondo ogni patina di chilling che avevi costruito meticolosamente fino a quel momento. Quindi per esempio si può dire Sto sclerando con questo traffico. Giuro che scendo dalla macchina e vado a piedi anche sotto il diluvio."
Sclerare
"Che sbatti! è un'esclamazione che si usa quando stai facendo o devi fare qualcosa di molto noioso, macchinoso, pesante e che non hai quindi voglia di fare. Quindi si potrebbe dire, sono uscita a comprare solo il pane ma il signor Antonio mi ha trattenuto mezz'ora a parlare dei suoi promodori, che sbatti!"
"che sbatti. Lo sbatti è quando l'universo cospira contro di te. Inizia a piovere, il parcheggio è lontano, fai la fila. Magari stai davanti ai haslet. E quel giorno esce un tizio tutto triunfante, si inciampa, cade in una pozzanghera, si rialza otto bagnato e mi fa tranquillo. Ho solo preso il certificato di sana e robusta costituzione. Beh, almeno tu c'hai quello, io c'ho le scarpe che fanno ciak ciak."
Che sbatti!
"Che palle è un'esclamazione che può essere sia l'espressione definitiva della noia mortale oppure del fastidio supremo verso una situazione che non vuole proprio finire e ti sta consumando l'anima a fuoco lento, ora dopo ora, è il grido silenzioso di chi vorrebbe essere da qualsiasi altra parte in quel momento. Quindi per esempio si può dire ancora parlare di politica? Che palle! Cambiamo argomento se non me ne vado eh!"
Ma che palle!
"Che pizza? Si usa per esprimere noia o scocciatura. La pizza era il contenitore dei film, un contenitore metallico, per cui quando un film era molto lungo si diceva che pizza, ma noi potremmo anche dire, ah oh, me stanno a far tre col de fila, che pizza, manco fossi il col center de mizia."
Che pizza
"Che te possino. Che significa? È una mezza impregazione, ironica e spesso affettuosa anche. La frase completa sarebbe che te possino ammazzà, ma normalmente rimane incompleta. Tipo, mi hai fatto prendere in corpo che te possino."
"Che te possino è un'esclamazione che potrebbe indicare accidenti a te, tipo che te possino, ma è sfidato con la macchina, se te prendo te sfondo."
Che te possino
"Mortacci oppure li mortacci, espressione colorita che può indicare sorpresa, rabbia o esasperazione, spesso non è davvero offensiva tra noi romani. Mortacci che traffico oggi, ci ho messo due ore per fare cinque chilometri."
"Invece poi c'è la versione più colorita, più giovanile, mali mortacci tua, o li mortacci. Questo può essere utilizzato sia in positivo che in negativo. Per esempio, hai vinto al superenno lotto, mali mortacci. Oppure hai fatto qualcosa di sbagliato, che ne so, non hai pagato la multa, ecco, mali mortacci."
"Mortacci tua è l'esclamazione romana definitiva, una moneta corrente della capitale eterna. Può essere un insulto pesante, un saluto affettuoso tra amici stretti o un segno di pura ammirazione per una mossa geniale appena compiuta. Quindi un po' multiuso. Per esempio, mortacci tua, che macchina ti sei fatto, è bellissima!"
Mortacci tua
"Porca miseria è l'esclamazione, sentite profonda, di chi ha appena pestato una cacca con la scarpa nuova oppure ha perso le chiavi di casa proprio mentre pioveva a dirotto. È un misto perfetto di rabbia controllata e profonda delusione esistenziale. Per esempio, porca miseria, ho dimenticato il portafoglio a casa, devo tornare indietro a piedi adesso."
Porca miseria!
"Mannaggia è un'imprecazione leggera, ma sentita, di chi non vuole bestemmiare ma deve assolutamente scaricare un po' di tensione accumulata. Quando le cose non vanno per il verso giusto e si serve uno sfogo verbale che sia veloce e immediato, puoi dire, mannaggia la miseria, ho buccato proprio mentre andavo all'appuntamento più importante del mese."
Mannaggia
"Eh Calla, si dice quando succede qualcosa di negativo, ma che già si prevedeva? Kipo, t'avevo detto di portare l'ombrello, invece niente, oh, ha iniziato a piovere all'improvviso? Eh Calla, mo se siamo fracicati tutti!"
"E calla! Eh, proprio con questo tono. Sa molto di profezia, sa molto di apocalisse, sa molto di ora sta arrivando quel collega che sai che ti rivolge la parola soltanto quando ti deve chiedere un favore. Eh, calla!"
E calla!
"Non la reggo, è un modo per dire che questa persona non la sopporto più, ma proprio che non la posso più vedere. Cioè tipo, questa persona la devo più vedere per un po' di tempo perché non la reggo. Appena ce l'ho davanti mi innervosisco."
Non la reggo
"Non si regge. È riferito a qualcosa o a qualcuno che è insopportabile. Tipo, oggi il capo non si regge proprio."
Non si regge
"Rompere i coglioni si utilizza quando una persona ci sta rompendo le scatole, quindi rompere le scatole è il modo più educato per dirlo, rompere i coglioni è proprio quando si vuole mettere enfasi su questa cosa, quindi quando tu stai facendo una cosa e il tuo amico ti interrompe e ti chiama tipo venti volte in un minuto, il tuo amico ha rotto i coglioni."
Rompere i coglioni
"Rompere le scatole. Rompere le scatole significa dare fastidio e infastidire qualcuno continuamente. Per esempio, mio fratello minore mi rompe le scatole tutto il giorno, non mi lascia mai in pace."
Rompere le scatole
"sta a rompe' invece indica un senso di disturbo, un senso anche di fastidio, a volte è utilizzato anche in modo molto duro, tipo, oh so' duro che me stai a rompe' il cazzo, basta!"
Sta a rompe'
"Annà in puzza. Significa iniziare a irritarsi o a infastidirsi. Frase tipo, continuiamo a prenderlo in giro davanti a tutti e a un certo punto è andato proprio in puzza, si vedeva che s'era scocciato male."
Annà in puzza
"Brutti significa guardare male qualcuno, assumere un atteggiamento minaccioso, infastidito, almeno con lo sguardo. Ad esempio: 'quella ha detto che la carbonara con la panna è più buona e tutti hanno fatto brutto malissimo'. In quel momento si sentiva proprio la tensione nell'aria."
Fare brutto
"Avere un diavolo per capello. Avere un diavolo per capello significa essere arrabbiatissimo. Per esempio, quando è arrivato tardi al riunione, il capo aveva un diavolo per capello. Non è stato bello."
Avere un diavolo per capello
"avere il sangue agli occhi. Avere il sangue agli occhi significa essere furioso e fuori controllo dalla rabbia. Per esempio, quando ha scoperto che gli avevano grafiato la macchina, aveva il sangue agli occhi."
Avere il sangue agli occhi
"Essere una testa calda. Essere una testa calda significa essere impulsivi e reagire senza pensare. Per esempio, è una testa calda? Basta una parola sbagliata e parte subito a litigare con tutti."
Essere una testa calda
"Fare il diavolo a quattro. Fare il diavolo a quattro significa fare grande confusione e agitazione. Per esempio, quando ho saputo la notizia, ha fatto il diavolo a quattro per ore, si sentiva da tutto il palazzo."
Fare il diavolo a quattro
"Aripijate. Significa riprenditi, svegliati, torna in te. Ad esempio, oh ma che stai a dire? Aripijate un attimo, perché stai proprio fuori strada oggi. Non puoi pensare ad avere una cosa del genere, su!"
Aripijate
"Stai a cagà fuori dal vaso. Significa stai esagerando, stai facendo una cosa fuori luogo, stai dicendo, facendo una cavolata grossa. Ad esempio, ma che stai a fa'? Stai proprio a cagà fuori dal vaso adesso e non ti rendi conto che stai esagerando a dire cose che non stanno nel cielo o in terra."
Stai a cagà fuori dal vaso
"Essere di coccio vuol dire essere testardi, vuol dire che hai difficoltà a capire e a cambiare idea. Tipo, ho detto dieci volte che quel negozio è chiuso, ma sei de coccio?"
Ma che sei de coccio?
"Mi stai a capire o ti devo fare un disegno? Si usa quando qualcuno non capisce proprio quello che stai dicendo o fa finta di niente e lo stai richiamando in modo ironico un po' nervoso Tipo, oh mi stai a capire o ti devo fare un disegno? È semplice quello che ti sto a spiegare"
Mi stai a capire o ti devo fare un disegno?
"Dare noia a qualcuno significa non annoiare, ma dare fastidio, anche molto fastidio. Per esempio, potrei essere in macchina con un mio amico che si guida per andare da qualche parte e a un certo punto gli fa, oh, senti, ma sta musea V si deve tenere tanto. E lui mi chiede, ma perché? Ti dà noia? Deh, mi dà noia sì, facca, si cambia, per favore."
Dare noia
"Ti leva di sentimento? È un'espressione che si usa per indicare che qualcuno o qualcosa ti esaspera. Ad esempio potrei dire: "No, ma Giada me l'ha vista tanto bene l'ultima volta. Mi faceva che ripete sempre le stesse cose e si lamentava. Ti leva di sentimento, davvero.""
Ti leva di sentimento
"Avere la luna storta. Avere la luna storta significa essere di cattivo umore senza un motivo preciso. Per esempio, stamattina ha la luna storta. Meglio tenersi alla larga e aspettare che passi."
Avere la luna storta
"Scapoccià significa impazzire, perdere la testa, perché capoccia vuol dire testa. Ad esempio, in questo periodo sto scapocciando dal lavoro, traffico e gente che mi rompe tutto il giorno. Ho la testa che mi fuma davvero."
Scapoccià
"Cornuto e mazziato, vuol dire subire un danno e venire pure trattato male. Ad esempio, mi hanno rotto il motorino e mi hanno pure dato la colpa. Sono rimasto proprio cornuto e mazziato, senza aver fatto niente."
Cornuto e mazziato
"Presa male. Presa male è quando, per esempio, torni dalle vacanze, primo giorno d'ufficio, ti siedi alla tua scrivania, apri le e-mail, ci sono cento e-mail da leggere, due meeting all'attivo e tu pensi solo, ma che presa male!"
Presa male.
"Una giornata de merda, in senso che indica una brutta giornata, una pessima giornata, tipo che giornata de merda oggi, appena m' so' sforzato già avevo capito l'andazzo."
Una giornata de merda
Camurrìa
"Fare cagare è l'evoluzione naturale di fare schifo, cioè il livello successivo e più estremo della scala della pessima qualità. E' quando una cosa è talmente pessima da offendere personalmente la tua sensibilità estetica, morale e probabilmente anche olfattiva nello stesso istante. Per esempio, quella canzone fa cagare, cambiamo radio che mi sanguinano le orecchie."
Fare cagare
"Non mi fa parlare, vuol dire che mi sto innervosendo, è meglio che io non parli, che io non dica la mia, tipo, non mi fa parlare che poi sbrocco male."
Non mi fa parlare
"Aò, mica t'ho detto cotica, se secondo qualcuno se la prende a male o reagisci in modo esagerato a 'na cosa detta, è come dì calmati, non t'ho insultato, né ho detto niente de grave. Ad esempio: ma che t'ha preso, mica t'ho detto cotica, sembra che t'ho offeso, ma in realtà t'ho detto niente de grave."
Mica t'ho detto cotica
"Avere la coda di paglia è un modo tutto italiano per riferirsi ad una persona permalosa che si sente tirata in causa anche in qualcosa che non la riguarda. Per esempio, oh ma lo sai che Marco ha messo le corna ad Anna? E Marta si gira e dice, ma te che ti interessa? E la risposta è, ma perché te c'hai la coda di paglia della serie? Ma che, per esempio, pure tu c'hai qualcosa che ci devi dire?"
Avere la coda di paglia
"Io mezza romana e mezza napoletana, aiuto, quindi se a Roma si dice li mortacci tua, come si può dire a Napoli, è l'anime che ti è muorto, e l'anime che ti è muorto però non ha una connotazione positiva, quindi se una persona per esempio ti taglia la strada mentre tu stai cercando di partire al verde, oppure qualcuno che ti interrompe mentre stai facendo qualcosa, stai dicendo qualcosa, beh, è l'anime che ti è muorto."
È l'anime che ti è muorto
"Ti stacco i bracci e ti cemeno. È una minaccia scherzosa e molto romanosa da quando uno fa arrabbiare parecchio. Ad esempio, se tocchi ancora il telefono mio mentre sto a guardare la partita, ti stacco i bracci e ti cemeno. Sto a scherzare, però manco troppo."
Ti stacco i bracci e ti cemeno
"Smaltire è, diciamo, quel processo lento e doloroso di ritorno alla realtà dopo una serata di eccessi, oppure smaltire è un sentimento come la rabbia, quindi far scendere l'adrenalina dopo un litigio, per esempio. È un po' il riposo del guerriero stanco per qualsiasi motivo. Per esempio, allora, vado a fare una doccia fredda per smaltire la serata, sto ancora girando come una trottola impazzita."