Secreto di Jusiti
Modo affettuoso triestino per dire che hai scoperto un segreto che dovresti tenere per te, ma non resisti e lo condividi con gli amici, magari davanti a un buon bicchiere di vino.
Ghignoso
Nel gergo triestino, si usa per descrivere una persona che vede sempre il lato negativo delle cose, un pessimista cronico.
Biasin
Stare all'angolo della strada con le mani in tasca, aspettando qualcuno o qualcosa che potrebbe non arrivare mai.
Purlin
Un vento freddo tipico di Trieste che può capovolgere anche l'ombrello. Non è una semplice brezza marina, ma un invito a restare al caldo.
Tocaju
Esclamazione triestina usata per descrivere qualcuno che prende tutto troppo sul serio, anche quando si sta solo scherzando.
Musinà il prezzo
Espressione usata per indicare l'atto di negoziare o abbassare il prezzo di qualcosa con insistenza e abilità. È simile al 'tirare sul prezzo' in italiano standard.
Menà
Uno slang per dire 'insegnare', ma in modo informale e diretto, come quando condividi una grande saggezza di strada.
Batalô
Modo informale di dire 'lavorare' a Trieste, che suona come se stessi combattendo senza sosta contro scartoffie o clienti rognosi.
Bussolà
Non è solo un dolce tipico, ma anche un modo scherzoso per riferirsi a qualcosa di veramente caro, tanto da chiedere se ti danno anche il calice col busso!
Sbufizzare
Quando qualcuno cerca di apparire figo ostentando cose che in realtà non lo sono, come vantarsi di un libro enorme senza aver letto nemmeno la copertina.
Sghignà
Ridere a crepapelle, in modo incontrollabile e spesso con un po' di sguaiatezza, fino a farsi venire i crampi alla pancia.
Presente!
Un modo informale e vivace per chiedere 'Come va?' o 'Sei pronto?' in modo scherzoso.
Molosso
Termine usato per descrivere una persona che si vanta di sapere tutto prima degli altri, il classico so-tutto-io che spiffera le notizie come un bollettino.
Andar per polove
Espressione usata per dire che qualcuno si sta cacciando in un guaio o sta combinando pasticci, magari anche cercandosi rogne senza motivo.
Venitrìde
Termine triestino per descrivere chi arriva sempre in ritardo, inventando ogni tipo di scusa.
Savôrs
Slang per indicare 'ore di studio' con quella rassegnazione tipica dello studente: quando devi seppellire la testa nei libri e speri in un miracolo perché sei in ritardo cosmico.
Sgranare
Esclamazione di stupore o meraviglia, usata quando qualcosa ti lascia a bocca aperta.
Scondino
Nel gergo triestino, significa passeggiare senza una meta precisa, come quando esci solo per 'fare vasche' senza un vero scopo.
Bora-rà
Espressione triestina usata per descrivere una persona che si dà arie, proprio come il vento Bora, sempre presente e un po' invadente.
Sgrimpare
Affrontare qualcosa di difficile o impegnativo senza farsi intimidire. È un mix tra 'fregarsene' e 'sgranare'.
Triestin
Fare una breve sosta per due chiacchiere veloci, spesso accompagnate da un caffè.
Paciugo
Un pasticcio o un caos totale, spesso causato da un tentativo maldestro di fare qualcosa.
Cazin
Termine scherzoso per descrivere una persona caotica che riesce a complicarsi la vita anche con le cose più semplici.
Bisiacaria
Modo di fare tipico dei triestini, caratterizzato da un mix di astuzia, simpatia e la capacità di cavarsela sempre.
Sfracelloso
Quando qualcosa è incredibilmente fantastico o spettacolare, il massimo del cool triestino.
Fare una foto alla Barcolana
Espressione triestina usata per immortalare qualcosa di epico e indimenticabile, come la famosa regata Barcolana nel golfo di Trieste.
Bacare
Prendere in giro qualcuno in modo bonario o scherzoso, tipo quegli amici che non mollano mai l'osso.
Fare il terrazzano
Detto di chi trascorre tutto il tempo del mondo sul terrazzo facendo niente, sorseggiando caffè e controllando cosa fanno i vicini. È un'arte del relax con vista.
Smanazzare
Agitare le mani senza concludere nulla, come se stessi cercando di acchiappare mosche invisibili. Fare tanto ma non portare a casa niente.
Gaban
In dialetto triestino, 'gaban' descrive uno stile di vita caotico e senza freni, come se ogni giorno fosse l'ultimo.
Barcollo
Si riferisce a quando esci la sera per un tour dei bar con gli amici, bevendo un po' troppo e finendo per barcollare.
Vecjo di guerra
Un tipo tosto che ne ha viste di cotte e di crude, uno che non si lascia impressionare da niente.
Tiratina
Si usa quando qualcuno racconta una storia talmente incredibile che fai il gesto di tirarti il mento con l'indice, come a dire 'amico, non ci credo'.
Schiribiz
Voglia improvvisa e capricciosa di fare qualcosa di stravagante o poco sensato.
Mular
Nel dialetto triestino, 'mular' significa piantare in asso o lasciare qualcuno, sparendo senza avvisare. È come fare il ninja nei rapporti umani.
Ocio al giardin
Espressione triestina usata per avvertire di un pericolo o di una situazione inaspettata, come camminare su un prato scivoloso.
Lattonzolare
Bighellonare senza meta per le strade della città, magari facendo finta di avere un gran da fare mentre si sbicchiera un caffè.
Scossa di dio
Un'epica sbronza che ti colpisce come una saetta dal cielo, lasciandoti un postumi da apocalisse biblica.
Sbraie
Quando qualcuno si mette a piangere in modo esagerato e teatrale, come se stesse recitando in un film drammatico.
Barcolana
A Trieste, si usa per descrivere un gruppo di persone che si ferma ogni due passi per chiacchierare, creando un piccolo ingorgo, proprio come durante la famosa regata.
Basìn da pc
Quando ti becchi un bacio 'da schermo' durante una videochiamata, di solito nella speranza che compensi l’assenza della vera cosa fisica.
Ciavatone
Un film super noioso e interminabile che sembra fatto apposta per farti disperare e scappare dalla sala. Roba da non vedere nemmeno in un pomeriggio di pioggia.
Barcolana
Nella mente dei triestini, non è solo una gara di barche a vela, ma un grande evento festaiolo in cui si beve e socializza senza freni. Una scusa per stare tutti in ciurma.
Ciapinade
Quando esci di casa con l'intenzione di fare una cosa, ma finisci per distrarti e fare mille altre cose, girando a vuoto per la città.
Baisser la Collina
Espressione usata quando una situazione o un discorso prende una piega inaspettata e diventa più rilassato, quasi fiacco, come scendere da una collina.
Staniç
Quella situazione in cui tutto sembra fermo e silenzioso, come se nel rione si fosse spento il mondo. Perfetto anche per descrivere un'ora di noia mortale.
Fiolo
Modo informale per dire 'ragazzo' o 'figlio', con un tono affettuoso e familiare.
El lunet
Espressione triestina che descrive qualcuno con un'espressione stordita o scontenta, tipica del lunedì mattina.
Fare il morto di fresc
Simulare di essere super impegnato o nervoso per evitare una situazione, come quando si marina la scuola senza farsi scoprire.
Fare luce a giorno
Accendere così tante luci da sembrare il sole di mezzogiorno. Usato per indicare quando qualcuno accende tutte le luci di casa senza ritegno.