Cosa significa
Venire giù di colpo, che sia un muro, un ponte o una persona allo stremo. Una persona crolla quando la stanchezza la stende e si addormenta ovunque capiti, ma crolla anche emotivamente chi non regge più la pressione. È il cedimento improvviso, il momento in cui qualcosa o qualcuno non sta più in piedi.
Esempi d'uso
"Verso mezzanotte è crollato sulla poltrona col telecomando ancora in mano."
"Dopo la maratona di Firenze sono crollato sul divano della casa del cugino e ho dormito quattordici ore di fila, le mie scarpe da corsa ancora ai piedi, una bottiglia d’acqua nella mano e il cellulare con dieci telefonate perse di mia madre."
"Ha resistito tutta la settimana, poi venerdì sera è crollato sul letto vestito e ha dormito di sasso."
"La nonna è crollata in lacrime quando ha aperto il pacco regalo di Natale e ha trovato dentro l’album fotografico delle nozze d’oro che le nipoti avevano preparato in silenzio per mesi raccogliendo le vecchie diapositive del suo matrimonio."
Da dove viene
Crollare deriva dal latino tardo crotalare, far rimbombare come il crepitio del legno spaccato, evocando il fragore di un muro o di una trave che cede di colpo. Il verbo italiano, attestato già nel Duecento nei Cantici di Iacopone da Todi, si applicava in origine soltanto alle strutture edilizie, ma la lingua del Trecento ha esteso il significato anche agli esseri viventi, e Boccaccio lo usava per descrivere il personaggio che si abbatte sul letto sopraffatto dalla stanchezza. La duplice valenza fisica ed emotiva si conserva intatta nel parlato di oggi.
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