Voci della strada
Cosa significa
Espressione romana per accettare una situazione inevitabile, con un sorriso un po' rassegnato.
Esempi d'uso
"Quando hai finito la torta prima dell'arrivo degli ospiti e tua madre ti sgrida: 'Che te devo dì? Stacce!'"
"Ti sei perso l'ultimo treno? Stacce e fatti 'na pizza col tonno in stazione!"
"Hai perso l'ultima cotoletta a cena? Eh, stacce e goditi i contorni!"
"Chiudono il bar sotto casa e te lo ritrovi cantiere per due anni? Stacce e fai colazione al semaforo."
"A fine mese la carta declina e il portafoglio piange: stacce, ché il soffritto lo paghi l'aria di Roma."
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Da dove viene
Stacce è un intercalare romanesco che nasce dalla contrazione di "sta' ce", ossia "rimani lì", con l'eco sorniona del "ciai" e del "pazienza". È il sigillo verbale di chi fronteggia la sfortuna senza scomodare drammi: un fotogramma esistenziale in cui scrollare le spalle diventa atto di santissima accoglienza.
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