Cosa significa
Preso in prestito dal francese valdostano «lampolet», un incrocio tra lumaca e lumachino più il diminutivo -et, per descrivere con ironia affettuosa chi è lento come una chiocciola alpina che non ha fretta di raggiungere la cima.
Esempi d'uso
"Oh Guillaume, stamattina sei proprio un lampolet: ci metti mezz'ora solo per allacciarti le scarpe!"
"Sbrigati a scendere dal Cervino che altrimenti con te, lampolet, si fa notte prima di arrivare alla funivia!"
"Mio cugino è un lampolet pazzesco: per ordinare un caffè ci ha messo il tempo che impiega il Monte Bianco a cambiare forma."
Da dove viene
In Valle d'Aosta il termine «lampolet» arriva dal patois francoprovenzale: mescola «limace» (lumaca) con il suffisso diminutivo «-et», che gli dà un tono scherzoso e quasi coccoloso. È nato tra le valli, dove prendersi in giro per la lentezza è un classico, e ora è usato dai giovani valdostani per sfottere bonariamente chi non ha mai fretta.
Altri modi di dirlo
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