Cosa significa
L'intercalare romano che fa scattare la testa del gruppo come una molla: due parole per dire 'ehi, ci siete?' e 'guardate qua' tutto assieme. È na carezza e na scossa, un richiamo che sa di marciapiede, motorini e risate.
Esempi d'uso
"A regà, sbrigateve! Sta partendo er treno e me sa che ce pijamo paura se lo perdemo!"
"A regà, guardate che roba! Pure oggi er semaforo è impazzito: verde e rosso tutti e due, ce tocca inventà er viola."
"A regà, ma che me state a dì? Daje che tra venti minuti scatta er coprifuoco de mammà."
Da dove viene
Viene da 'a' (preposizione) e 'regà', troncamento di 'ragazzi' in romanesco. L'uso di 'a' davanti a regà è una formula vocativa nata nelle borgate, dove il richiamo al gruppo si fa con questa preposizione per marcare la diretta attenzione. Già dagli anni Ottanta si sentiva nei cortili e alle fermate degli autobus.
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