Cosa significa
È il classico cicchetto da rifugio o da osteria di montagna: un bicchierino piccolo, spesso di grappa, amaro o liquore, che arriva quando fuori taglia il freddo e dentro parte la voglia di scaldarsi in un sorso. Lo tiri giù al volo per brindare, fare coraggio alle ossa o chiudere il pranzo con una fiammatina nello stomaco.
Esempi d'uso
"Al rifugio, con la neve fino alle ginocchia, Toni fa tintinnare i bicchierini: dai, prima di scendere ci sta uno stamperl di grappa, va là."
"Oh, prima di rimetterci gli scarponi fammi fare uno stamperl, che ho ancora il gelo attaccato alle costole."
"Dopo il piatto di canederli è spuntato lo stamperl sul tavolo, piccolo ma cattivo, di quelli che ti raddrizzano il sorriso."
Da dove viene
Viene dall’area austro-bavarese. È imparentato col tedesco austriaco Stamperl, che indica proprio un piccolo bicchiere o un goccetto di superalcolico. In Trentino e nelle zone alpine di contatto col mondo germanofono è entrato nel parlato quotidiano, restando legato all’idea del cicchetto secco da freddo, baita e tavolata.