Cosa significa
Termine genovese per indicare qualcuno che ama spettegolare o ficcare il naso nelle faccende altrui.
Esempi d'uso
"Mamma mia, sei proprio un camugin! Hai già raccontato a tutto il vicinato dei nuovi fidanzati della Luisa."
"Il Martino lo sapeva già che eravamo scappati al mare senza avvisare, è un camugin nato: ha il radar per le fughe altrui."
"Guarda quel camugin della signora Giulia, sembra che innaffi i gerani ma invece annaffia le orecchie con le nostre chiacchiere."
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Da dove viene
In genovese, 'camugin' deriva da 'camuggiare', vocabolo ligure che unisce il brucare silenzioso di un camoscio con la curiosità di chi scruta ogni cespuglio del vicinato. Nasce nei caruggi della Superba per dipingere quel ficcanaso che annusa storie come un tartufaio, raccogliendo briciole di vita altrui da spargere al vento con la grazia di un gabbiano che ruba la focaccia.
Altri modi di dirlo
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