Cosa significa
Quando vuoi dire che tutto fila liscio, che la situazione è sotto controllo, ma con quel cenno di complicità da strada. È il suggello di una pace fatta o di un accordo raggiunto, lanciato con un sorriso tra i denti. Lo usi per chiudere una faccenda senza troppe cerimonie, come per dire: 'Ok, ci siamo capiti, andiamo avanti.'
Esempi d'uso
"Allora c’incontriamo alle nove, tutto chiaro? – Sì, sì, tuttappost, ci vediamo là!"
"Ho parlato col capo e per le ferie è tuttappost, non ti preoccupare."
"Finché mangiamo la pizza il sabato sera, il mondo può pure girare storto: per noi è tuttappost."
Da dove viene
Nasce dall’unione veloce e un po’ masticata di 'tutto a posto', come se le parole si fossero date un appuntamento e fossero arrivate insieme in ritardo. È figlia del parlato rapido, delle strade di Napoli e dintorni, dove l’italiano si mescola al dialetto e si condensa in pillole di suono. Lì 't’apposto' era già una contrazione amichevole, e col tempo è diventata una parola sola, un timbro di approvazione che ha conquistato chat e conversazioni in tutta Italia.
Altri modi di dirlo
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