Cosa significa
Quello che quando scende in darsena sembra un albero di Natale coi piedi: tutto lustrini, magliette aderentissime, catene che sembrano rubate alla nave dei pirati e un filo di autoabbronzante che manco un maranza col patentino per il solarium. Il suo habitat naturale è il lungomare al tramonto, dove sfila scambiando sguardi con gli altri esemplari della stessa specie, ognuno convinto di essere l'alpha della banchina.
Esempi d'uso
"Guarda quel tipo col cappello dorato e la cintura finta Gucci: sembra proprio un tamarro da darsena!"
"Ieri sera in darsena ce n'erano tre di tamarri da darsena che ballavano la techno con gli occhiali da sole, giuro, sembravano usciti da un videoclip di Gigi D'Agostino ma con meno stile"
"Quando vedo un tamarro da darsena che si mette in posa con la sua Fiat Punto truccata, mi parte l'embolo: ma come fai a pensare di essere figo con quel cappello da pescatore fluo?"
Da dove viene
Nasce dall'incrocio tra 'tamarro', parola che già negli anni 80 indicava i cafoni del sud Italia (forse dal latino 'thamarrus', deformazione di 'tamaricio' cioè 'straniero rozzo', o più probabilmente dall'arabo 'tamar' che significa 'venditore di datteri' poi diventato sinonimo di persona rozza), e 'da darsena', perché in Versilia la darsena di Viareggio è da sempre il palcoscenico dove questi figuri mettono in mostra il loro peggio.