Cosa significa
Vuol dire mangiucchiare a piccoli bocconi, prendendo qua e là senza fare un vero pasto. È quel gesto da tentazione continua: passi in cucina, vedi qualcosa di buono e zac, ne “spilucche” un pezzetto, spesso mentre fai finta di niente. Si usa anche per l’aperitivo o per assaggiare mentre si cucina, a colpi ripetuti.
Esempi d'uso
"Aperitivo finito ma io resto lì a spiluccare le ultime patatine dal tavolo, facendo finta di chiacchierare per non farmi beccare."
"Mio cugino spilucca dalla teglia della crostata di marmellata della nonna ogni volta che passa per la cucina della casa di Carpi in Emilia-Romagna, prende un pezzettino del bordo, sostiene di non avere fame, e alla fine del pomeriggio della domenica metà della torta è scomparsa misteriosamente prima del caffè delle cinque."
"Le amiche del corso di yoga del centro sportivo di Pavia hanno spiluccato dalle ciotole degli antipasti dell’aperitivo del giovedì sera al bar di piazza Vittoria, tre fette di salame nostrano del macellaio del corso, due olive ascolane del pacchetto del supermercato del centro, e nessuna ha più avuto fame per la cena."
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Da dove viene
Spiluccare deriva del verbo italiano antico spilluzzicare, formato con il prefisso intensivo spi- e il diminutivo luzzicare, attestato nel parlato toscano del Trecento per descrivere il gesto del bambino che pizzicava piccoli pezzi dalla focaccia della madre senza farsi notare. La radice è etimologicamente legata al sostantivo luce nel senso del piccolo bocconcino che si vedeva sparire dal piatto del fornaio, mentre l’evoluzione fonetica ha trasformato la doppia consonante zz nella doppia cc del verbo moderno. La voce è viva nel parlato italiano contemporaneo come termine standard per il piluccare distratto davanti al frigorifero della casa nel pomeriggio del sabato.
Altri modi di dirlo
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