Cosa significa

La matricola è lo studente del primo anno all'università, ma per estensione è chiunque sia appena arrivato e debba ancora imparare tutto. Si riconosce subito: un po' spaesato, pieno di domande e con quell'aria di chi non sa ancora come gira il posto. Si dice senza cattiveria, è solo la tappa che tocca a tutti all'inizio.

Esempi d'uso

"Le matricole si vedono lontano un miglio, girano col piano di studi in mano e l'aria smarrita."
"La matricola del primo anno di Giurisprudenza alla Sapienza di Roma è arrivata in dipartimento con la felpa nuova del corso, lo zaino della libreria interna, il quaderno a quadretti ancora intoccato e il sorriso confuso di chi ha appena scoperto che la lezione di Diritto Privato è stata spostata all’aula del piano sopra."
"Da matricola mi sono perso tre volte cercando l'aula, adesso conosco l'università a memoria."
"In azienda hanno assunto due matricole dal Politecnico di Milano per il reparto del marketing digitale, entrambi con la laurea triennale fresca di luglio, e il responsabile delle risorse umane ha organizzato un weekend di team building al lago di Como per integrarli con la squadra del piano nono prima del lancio della nuova campagna pubblicitaria."

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Dove si dice

Da dove viene

Matricola deriva dal latino tardo matrix, matricis, registro o catalogo, attraverso il diminutivo matricula, piccolo registro. Le università medievali italiane, dall’Università di Bologna fondata nel millottantotto fino allo Studium di Padova del milleduecentoventidue, iscrivevano i nuovi studenti del primo anno nel registro detto matricola, il cui nome è poi passato al portatore del nome stesso. Il termine si è diffuso a tutto il sistema universitario europeo e nel parlato italiano del Novecento è stato esteso a chiunque sia novizio in qualsiasi ambito professionale, dal nuovo assunto all’atleta esordiente.

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