Cosa significa
Espressione veneziana per indicare l'arte di procrastinare, rimandando qualcosa a un futuro indefinito, proprio come una nave che non arriva mai al porto.
Esempi d'uso
"Dovevi sistemare la bici stamattina! Ah sì, ma l'ho portata al meccanico... sto facendo il porto, sai com'è!"
"La relazione di lavoro? Eh, zio, sto facendo il porto, la consegno quando i gabbiani imparano a fischiare"
"Mio cugino fa il porto pure per alzarsi dal divano: alle otto dice 'arrivo' e alle dieci è ancora lì a sbadigliare"
Da dove viene
A Venezia le navi che tardavano ad arrivare o che si perdevano in lunghe manovre nei canali erano il simbolo perfetto di un'attesa infinita. Così è nata l'idea che "fare il porto" volesse dire rimandare tutto a un futuro che non arriva mai. Un'espressione nata tra calli e rii, figlia della pazienza lagunare e di quell'arte sottile di prendersela comoda che qui è quasi filosofia.
Altri modi di dirlo
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