Cosa significa
Espressione triestina usata per descrivere chi si divincola da una situazione scomoda come un pesce scivoloso.
Esempi d'uso
"Quando Laura ha chiesto a Marco di aiutarla con il trasloco, lui ha iniziato a far sgombro dicendo che aveva improvvisamente un milione di cose da fare!"
"Appena il capo ha nominato gli straordinari del weekend, Giulia ha fatto sgombro più veloce di un siluro, mormorando 'mi me ne vado a magnar un panino col salame in pace'."
"Mio cugino doveva restituirmi i soldi, ma quando l'ho incrociato in piazza ha cominciato a far sgombro tra la gente come se avesse le pinne ai piedi."
Da dove viene
A Trieste 'sgombero' non è solo un pesce azzurro dal corpo affusolato, ma pure l'atto di sgusciar via alla svelta. Perché il pescetto, quando provi ad acchiapparlo, scivola tra le dita come un pensiero birbone, e così fa il triestino furbo che se la squaglia dalle rogne. Il modo di dire mischia la parlata locale col gesto atletico del pescatore che lo vede sparire e pensa: 'Cossa ti vol far, el va a far sgombro'.
Altri modi di dirlo
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