Voci della strada

Francesco · Roma
"Non ce credo invece esprime incredulità, ma non per forza letterale, ma anche proprio un qualcosa che sembrava impossibile non accadesse, ma invece è accaduto. Tipo, oh, non ce credo, oggi proprio che non doveva piove, ha piovuto."

Cosa significa

Classica esclamazione romana di incredulità. Non è sempre letterale, spesso è quel ma dai che esce quando succede una cosa assurda o proprio sfigata, tipo piove nel giorno in cui doveva uscì er sole. È corta, secca, e dice tutto: sorpresa, nervoso, destino che fa il buffone. Se la dici bene, pure l’aria se ferma un secondo.

Esempi d'uso

"Oh non ce credo, stamattina esco senza ombrello e zac, diluvio, manco avessi firmato un contratto co le nuvole, me so già bagnato pure l’anima"
"Non ce credo, ho fatto due ore di fila per il biglietto e proprio quando tocca a me chiudono lo sportello per la pausa."

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Tono
Ironico Esagerato
Dove si dice

Da dove viene

Non ce credo è il non ci credo romanesco, l'esclamazione secca che scappa davanti a una cosa assurda o proprio sfigata. Non è quasi mai letterale, è quel ma dai sconsolato che butti fuori quando il destino fa il buffone, tipo che piove proprio il giorno in cui doveva uscire il sole. Corta e tagliente, dice tutto.

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