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Cosa significa

È il classico tipo che ti acchiappa quando ti sei messo in disparte e ti fa compagnia a forza, tra storie infinite e dettagli inutili. Dal friulano cjanton, angolo, perché ti becca proprio lì e ti inchioda con la chiacchiera. Si usa spesso per lo zio logorroico alle sagre o ai pranzi di famiglia, quando vuoi solo mangiare in pace.

Esempi d'uso

"Mandi, mi ero messo in cjanton a finire il frico, e zio Pieri è arrivato: cjanton totale, mi ha fatto la cronaca delle zucchine."
"Mi son messo un attimo in cjanton per respirare e subito mi è piombato addosso Toni, cjanton vero, mezz'ora a spiegarmi la grandine del '98."
"Alla festa del paese evita Bepi se hai fame, che quello è un cjanton e ti inchioda tra il vino e il primo con tre genealogie e due lamentele."
Tono
Affettuoso Ironico
Dove si dice

Da dove viene

Dal friulano cjanton, che vuol dire angolo. Il passaggio è figurato e molto terreno: è quello che ti intercetta mentre stai in disparte, spesso proprio in un canto, e ti tiene lì impastato nella chiacchiera. Da immagine di posizione diventa tipo umano, il classico attaccabottoni da sagra o da pranzo.

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