Cosa significa
In origine il camallo era lo scaricatore di porto, quello con le braccia grosse e la schiena a pezzi, ma oggi è diventato un nomignolo affettuoso per chi si spacca la schiena al lavoro senza mai tirarsi indietro. Può essere un complimento, un po’ di sfottò o una presa in giro bonaria, dipende dal tono.
Esempi d'uso
"Oh Marco, sei sempre qui a lavorare come un camallo! Mica ti trasferiscono nella stiva del transatlantico?"
"Non fare il camallo che tanto l’azienda non ti ringrazierà mai, ma il capo sì che lo fa volentieri."
"Mio fratello è proprio un camallo di natura: anche quando è in ferie si mette a fare il letto come se fosse la sentina del traghetto."
Da dove viene
La parola “camallo” arriva direttamente dal genovese, dove definiva i facchini del porto, quelli che caricavano e scaricavano le navi. Viene dal greco bizantino “kamàlios”, che indicava un animale da soma, e poi si è radicato nella cultura portuale ligure. Ancora oggi senti frasi in genovese come faticare come un camallo.