Cosa significa
In Puglia, e soprattutto nel Salento, la scapece è un piatto tradizionale di pesce fritto e marinato. Per estensione, detto di una persona o di una situazione, può indicare un gran casino pasticciato, qualcosa di scomposto, confusionario o combinato alla buona.
Esempi d'uso
"Giovanni s'è fatto scapece pure ieri sera: non ci crederai, ha iniziato a ballare la pizzica sul tavolo del ristorante!"
"Quel campeggio era uno scapece totale: la tenda non si montava, i gabbiani ci rubavano il cibo e poi ha pure piovuto a dirotto!"
"Oh, ma che scapece hai combinato in cucina? Sembra che sia esploso il friggitore!"
"Mamma mia che scapece stamattina al mercato, tra urla, cassette per terra e gente che passava a zig zag non si capiva più niente."
"Non portarti tuo cugino alla riunione, che quello entra due minuti e ti trasforma tutto in una scapece."
Da dove viene
Il termine nasce dal nome del piatto pugliese scapece, preparazione di pesce fritto poi messo a marinare. L’uso figurato arriva dal parlato popolare, dove l’idea di roba rimescolata, impregnata e un po’ scomposta è scivolata addosso anche alle persone e alle situazioni incasinate.