Cosa significa
In dialetto veneto, 'sagàn' si usa per descrivere qualcuno che si veste o si atteggia in modo vistoso o esagerato, come un pavone in mezzo alle galline.
Esempi d'uso
"Ma guarda quel sagàn di Mario, è venuto alla sagra del paese con la camicia di seta e gli occhiali a specchio! Sembra pronto per una sfilata!"
"Guardate che sagàn che è andato in spiaggia con il completo firmato e i sandali di pelle, sembrava dovesse andare a un matrimonio in gondola!"
"El sagàn della Val di Zoldo si presentava in osteria con un paltò lungo fino ai piedi e il cappello a tesa larga, un vero dandy di montagna."
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Da dove viene
In dialetto veneto, 'sagàn' potrebbe derivare da 'sagoma' o 'sagomar', cioè uno che si mette in mostra, un 'personaggio' che vuole farsi notare. Il termine ha il sapore della vecchia strada, dove uno si distingueva dalla massa con un fare un po' da guitto.
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