Cosa significa
Un'accozzaglia è un insieme raffazzonato e disordinato di cose o persone messe insieme senza criterio, alla rinfusa e di scarsa qualità. Si parla di un'accozzaglia di mobili scompagnati, di un'accozzaglia di idee confuse o, con disprezzo, di un'accozzaglia di gente raccogliticcia. A differenza del guazzabuglio, che è solo confusione, l'accozzaglia aggiunge una nota sprezzante: roba accozzata male, accostata senza né arte né ordine.
Esempi d'uso
"La sua tesi è un'accozzaglia di citazioni buttate lì senza un filo logico."
"La nuova sala d’attesa dello studio dentistico in viale Coni Zugna a Milano è una vera accozzaglia di mobili, una poltrona del millenovecentottantadue, due sedie pieghevoli da campeggio, un tavolino di vetro al centro e un appendiabiti in metallo del soppalco della soffitta della suocera."
"Il comizio ha radunato un'accozzaglia di persone che non avevano niente in comune."
"Il consiglio comunale del paese è ormai un’accozzaglia di voci scollegate, tre indipendenti, due ex centrodestra, una esponente del movimento ecologista del quartiere e il sindaco senza maggioranza certa, che cerca alleati fra una riunione e l’altra al bar della piazza centrale di Macerata."
Da dove viene
Accozzaglia deriva dal verbo accozzare, derivato a sua volta dal sostantivo cozza con il prefisso ad-, e attesta dal Quattrocento italiano nel senso di mettere insieme alla rinfusa cose o persone senza criterio. Cozza è qui termine del lessico costruttivo medievale, riferito al mucchio disordinato di mattoni mal accatastati al bordo del cantiere, e per estensione a qualsiasi assemblaggio senza ordine. Il sostantivo accozzaglia con il sufisso peggiorativo -aglia, comune all’italiano della tradizione letteraria del Cinquecento, ha consolidato la connotazione disprezzante che ancora oggi carica la parola di un tono di sufficienza intellettuale.