Cosa significa
Termine napoletano usato per indicare qualcosa di complicato o confusionario, spesso riferito a situazioni o pensieri intricati.
Esempi d'uso
"Oggi ho avuto un triccheballacche in testa: se continuo così, mi tocca andare a vendemmiare!"
"Stamattina ho un triccheballacche in testa per il trasloco di sabato, devo chiamare il furgone, recuperare gli scatoloni, avvisare il portiere e ricordarmi di lasciare le chiavi al nuovo inquilino."
"La presentazione del progetto era un vero triccheballacche, tre relatori parlavano sopra il proiettore guasto, il caffè girava sul tavolo e il direttore guardava l'orologio ogni cinque minuti."
Da dove viene
Il triccheballacche è uno strumento a percussione tipico del Natale napoletano, fatto di martelletti che battono su pioli con un fracasso allegro e ininterrotto. Dal rumore caotico dello strumento la parola è scivolata al senso figurato: una testa che frulla come quei martelli, un piano che non sta in piedi, qualunque cosa che produca confusione a colpi continui.