Cosa significa
Domanda retorica che esplode quando qualcuno ti guarda come un pesce lesso in attesa di istruzioni. Equivale a 'e mo' che dobbiamo fare?' o 'e adesso che si fa?', ma con quel tono che oscilla tra il complice e il rassegnato. È il campanello d'allarme dell'improvvisazione: quando i piani saltano e resta solo l'arte di arrangiarsi.
Esempi d'uso
"Abbiamo perso il treno e lui mi fa 'mo cche a fa?' come se fossi l'oracolo di Delfi."
"Mo cche a fa? Ci prendiamo un caffè e poi si vede."
"Quando la vita ti dà limoni, tu 'mo cche a fa?', e ti fai una limonata."
Da dove viene
Nasce dalla contrazione di 'mo\' (adesso) + 'che hai da fare?' nel napoletano parlato, dove le parole si mangiano come un cornetto caldo. L'uso di 'mo\'' è antichissimo e affonda nel latino 'mox', mentre il resto è puro genio di strada: un trittico di monosillabi che ha il ritmo di un rimprovero affettuoso. Sopravvive nei vicoli e nelle commedie di Eduardo, passando di bocca in bocca come una sigaretta condivisa.