Cosa significa
Esclamazione genovese usata per indicare che qualcuno sta facendo promesse o dichiarazioni poco credibili.
Esempi d'uso
"Mauro ha detto che la focaccia di sua nonna è meglio di quella del panificio sotto casa. Mi te cito, va bene che è buona, ma non esageriamo!"
"Giorgio giura che da domani smette di fumare. Mi te cito, ne riparliamo tra una settimana."
"La Carmen dice che mi prepara la torta pasqualina più buona di tutta Genova. Mi te cito, aspetto la prova!"
Da dove viene
Espressione tipica di Genova, "mi te cito" è una formula dialettale che mescola il genovese "mi" (io) col pronome "te" (ti) e il verbo "cito". Viene da un uso popolare in cui "ti cito" significa "ti prendo in parola" o "ti registro", ma con un tono scherzoso. È come dire "guarda che ti ho sentito, ora vediamo se mantieni". Ha radici nella tradizione orale ligure, tra mercati e chiacchiere da vicolo, dove la parola data è moneta sonante.