Cosa significa
Vuol dire tirare fuori quella miscela napoletana di grinta, fame e un filo di cattiveria agonistica quando la situazione si fa dura. La cazzimma non è solo forza, è anche testa: restare sul pezzo, non farsi mettere i piedi in testa e puntare dritto all’obiettivo. La senti spesso nello sport, al lavoro e in qualsiasi sfida quotidiana.
Esempi d'uso
"Uagliò, mo in campo mett' 'a cazzimma: pressa alto, non mollare un pallone e fagli capire che oggi non passano."
"Uagliò, oggi al colloquio in via Toledo mette 'a cazzimma, parla forte, guarda negli occhi, e quando ti chiedono lo stipendio non abbassare lo sguardo come al mercato di Forcella."
"Al derby del Maradona contro il Milan mio cugino di Chiaia ha messo 'a cazzimma per tutto il secondo tempo, due assist e un gol di tacco, lo zio gli ha pagato la pizza fino a maggio."
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Da dove viene
Cazzimma è uno dei vocaboli più napoletani che esistono: indica una miscela di grinta, scaltrezza e cattiveria controllata, qualcosa che si tira fuori quando la posta è alta. La parola ha radici nel parlato di strada del dopoguerra e oggi è parte del lessico colloquiale di Napoli, tra calcio, lavoro e sfide quotidiane.
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