Cosa significa
Termine affettuoso ma pungente per una donna che ha sempre qualcosa da dire, che suona alle orecchie come il tipico strumento musicale folk.
Esempi d'uso
"Sta ciaramella della Maria non ha smesso un attimo di raccontare i fatti suoi alla sagra del cinghiale!"
"Quella santa donna di mia zia Rosa, una ciaramella vivente, ha cominciato a raccontare le sue marachelle da giovane e non ha chiuso il becco manco quando è arrivata la pizza."
"L'altro giorno ho incontrato la ciaramella del quartiere, mi ha tenuto fermo mezz'ora a parlare di quanto le piacciono i cani, e io muto come un pesce, cullato da quel suo fiume di parole."
Da dove viene
La ciaramella è uno strumento a fiato medievale, tipo una cennamella, che faceva un suono continuo e un po’ lamentoso. Da lì si è presa l’abitudine di chiamare ciaramella una donna che parla senza sosta, con quel tono che mescola affetto e ironia. Un traslato immediato, quasi onomatopeico, che dal folklore musicale è finito dritto nei discorsi di tutti i giorni, senza perdere neanche una briciola della sua concretezza sonora. È come se il suo chiacchiericcio fosse una melodia insistente, ma simpatica, che ti entra nell’orecchio e non ti molla più.