Cosa significa
Termine milanese per indicare un ragazzo che si crede il più figo della compagnia, ma finisce per sembrare ridicolo.
Esempi d'uso
"Guarda quel beliga che arriva in discoteca con gli occhiali da sole! Crede di essere a Miami, ma siamo a Peschiera Borromeo!"
"Ma l'hai visto l'Emanuele col bomber smanicato e i capelli a scodella? Un beliga totale, sembra uscito da un musical demenziale."
"Quel beliga del mio vicino si è comprato il monopattino elettrico e fa le curve come se fosse Valentino Rossi, ma mi sa che ha più probabilità di abbracciare un palo."
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Da dove viene
Beliga nasce nei cortili e nei bar di periferia milanese, figlio di una cultura che prende in giro chi si sente troppo 'bello' o alla moda. Forse deriva da 'bel' (bello) più un suffisso ironico, una storpiatura affettuosa del dialetto meneghino. È il marchio che appiccichi al tipo che si pavoneggia con aria da star, ma che tutti vedono come un pagliaccio.
Altri modi di dirlo
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