Cosa significa
Il caldo umido e soffocante che toglie il respiro, quando l'aria è ferma e appiccicosa e pare di muoversi dentro una zuppa. Non basta il sudore: con l'afa ti senti pesante, svogliato, incollato al divano. È il nemico delle estati di città, quando nemmeno la notte porta un filo di fresco.
Esempi d'uso
"Con quest'afa non si respira, ho acceso il ventilatore al massimo ma sembra che spinga solo aria calda."
"L’afa estiva di Bologna in agosto è leggendaria, la città si svuota dopo Ferragosto, le saracinesche dei negozi del centro restano abbassate fino alla seconda settimana di settembre, e i pochi turisti vagano sotto i portici come pesci in un acquario tiepido."
"Sulla pianura padana l’afa di luglio non se ne va nemmeno alla sera, le finestre rimangono spalancate fino all’alba, le zanzare ronzano implacabili sopra il letto e l’unico sollievo arriva dal ventilatore a piantana del nonno del millenovecentottantadue, ancora in funzione."
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Da dove viene
Afa è parola italiana di origine onomatopeica, attestata dal Trecento toscano, derivata probabilmente dal latino tardo affla, soffio caldo, parente del verbo afflare, soffiare addosso. Il termine descrive specificamente il caldo umido e immobile dell’estate italiana di pianura, fenomeno climatico cristallizzato dalla geografia del Po e dalle nebbie estive della Val Padana. Già Boccaccio nel Decamerone usava il termine per descrivere l’estate fiorentina del milletreciato48 durante la peste nera, quando la cittadinanza fuggiva la calura della città per le ville di campagna fra Fiesole e Settignano.
Altri modi di dirlo
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