Cosa significa
Di base è il detergente che ti scioglie il grasso dal forno. In slang, detto con ironia, è la persona che in un gruppo “sgrassa” l’allegria: insiste, fa domande, puntualizza tutto e ti asciuga il buonumore. Non è un insulto pesante, più una presa in giro da bar per quello che rovina il mood.
Esempi d'uso
"Oh, è arrivato Luca con le sue prediche: è proprio uno sgrassatore, in dieci minuti ha spento la serata e ora stiamo zitti come a messa."
"Il cugino è il classico sgrassatore della tavola di Natale a casa della nonna di Pavia, in mezzo all’antipasto di salumi della Val Tidone ricorda all’improvviso il deficit della spesa pubblica del comune e fa svanire il sorriso della famiglia per i quindici minuti successivi."
"Lo zio di Genova è uno sgrassatore di livello mondiale alle riunioni di famiglia in Liguria, gli basta una parola sull’imposta di registro per spegnere il buon umore di otto persone in piedi, e la nonna gli passa il piatto del coniglio alla ligure per farlo masticare in silenzio."
Da dove viene
Sgrassatore in senso letterale è il detergente domestico per sciogliere il grasso dei piani di cottura e degli sportelli del forno, parola italiana attestata dal primo Novecento con la diffusione dei prodotti chimici per la pulizia delle cucine moderne. Il senso metaforico per la persona che asciuga l’atmosfera di un gruppo conviviale è creazione recente del parlato italiano del primo ventunesimo secolo, cristallizzata nei programmi televisivi della Rai e di Mediaset degli anni dieci come marchio bonario del guastafeste di compagnia. La metafora si appoggia all’immagine del detergente che toglie via lo strato lucido del divertimento per lasciare solo il fondo asciutto della seriosità.