Cosa significa
'Micci' in sardo si riferisce a un ragazzino vivace e inarrestabile, come una piccola trottola.
Esempi d'uso
"Quel piccitto di zio Gianni è proprio un micci, non sta fermo neanche davanti alla TV!"
"Guarda là, quel micci di Marco s’è arrampicato sull’albero a prendere le nespole come uno scoiattolo impazzito."
"Non ti fermare a parlare con i micci del quartiere, ti raccontano cinquanta storie tutte d’un fiato e ti fanno girare la testa."
Da dove viene
'Micci' nasce nel cuore pulsante della Sardegna, da una radice onomatopeica che imita il frullare di una trottola impazzita. Nel dialetto campidanese, evoca l’idea di movimento frenetico e inarrestabile: proprio come un bambino che gira su se stesso fino a stordirsi dalle risate. La parola si è tramandata di generazione in generazione, dipingendo quei ragazzini che trasformano ogni angolo di strada in un’avventura senza freni.