Cosa significa
Vuol dire aver fatto una bella cappellata, una di quelle mosse pasticciate che ti fanno pensare di essere proprio un pirla. È dialetto milanese e lo tiri fuori quando combini un guaio piccolo ma memorabile: ingrediente sbagliato, figuraccia in pubblico, tasto premuto a caso e disastro servito. Si dice con autoironia, senza farne una tragedia.
Esempi d'uso
"Uè, che ciapassàda: dovevo mandare la mail al capo e invece l’ho girata al gruppo calcetto, con pure l’allegato sbagliato. Va là."
"Ier ho girà mezz'ora per cercà le chiavi e le avevo in man. Che ciapassàda, lasciami stare."
"Ho salà il caffè invece dello zucchero. Una ciapassàda da campioni, proprio."
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