Cosa significa
Termine friulano per indicare le 'chiacchiere', spesso usato per descrivere conversazioni leggere e spensierate.
Esempi d'uso
"Dai, vieni al bar che ci facciamo quattro ciacole davanti a un tajut!"
"Katia è passata per un caffè, e tra ciacole e risate non ci siamo accorte che si era fatta ora di cena!"
"Oh raga, basta ciacole! Se vogliamo davvero andare al lago stasera dobbiamo muoverci!"
"Ieri sera dal Bepi ci siamo fatti un giro di ciacole che neanche il telegiornale, ma alla fine non abbiamo risolto niente."
"Mia nonna dice sempre che le ciacole sono come le ciliegie: una tira l'altra, e quando te ne accorgi è già ora di cena."
Hai qualcosa da dire?
Correggi, completa o raccontaci qualcosa. Lo controlliamo e, se è vero, lo vedrai applicato con la tua firma.
Da dove viene
Ciacole viene dal friulano 'čhakole', parente stretto del veneziano 'ciacoe' e del trentino 'ciacola'. La radice è onomatopeica: richiama il suono di un chiacchiericcio fitto e vivace, come uno stormo di passeri. In Friuli e Veneto la parola si è specializzata per quelle conversazioni da bar, leggere e senza pretese, che servono più a 'far passare il tempo' che a concludere qualcosa.
Altri modi di dirlo
Editori di questo termine
Il tuo voto conta
Lingua di strada vera o ci siamo persi? Vota.