Cosa significa
Si dice di una persona, di solito una donna, tirchia o spilorcia fino al midollo, oppure proprio poveraccia e malmessa. È una parola un po’ ruvida, da chiacchiere di paese, e spesso suona più come giudizio che come descrizione neutra. Se qualcuno non offre mai nemmeno un caffè, ecco, pitocchia ci sta tutta.
Esempi d'uso
"Le ho chiesto di dividere la pizza e ha iniziato a contare le olive una per una: oh, ma che pitocchia, manco fossero lingotti!"
"La vicina del piano terra è una pitocchia di proporzioni epiche, non offre mai nemmeno un bicchiere d’acqua quando bussa per chiedere la chiave del cancello, e al condominio paga sempre la rata della pulizia con due settimane di ritardo regolari."
"Non chiedere alla pitocchia del piano superiore di unirsi al regalo collettivo per la pensione del portiere, sa già di voler partecipare solo se la somma totale è inferiore ai dieci euro, e nei tre anni precedenti ha sempre sottratto la sua quota all’ultimo momento."
Da dove viene
Pitocchia è femminile del sostantivo pitocco, parola italiana attestata dal Quattrocento e derivata dal greco bizantino ptochós, mendicante povero, transitata attraverso il greco moderno e l’italiano popolare. La connotazione di tirchio si è sovrapposta a quella originale di povero nel parlato del Cinque e Seicento, quando i mendicanti professionali delle città italiane erano spesso sospettati di accumulare segretamente i denari della elemosina ricevuta. La voce è particolarmente viva nelle Marche, in Umbria e in Toscana, dove la chiacchiera di paese conserva ancora la doppia accusa di povertà reale e avarizia presunta.