Cosa significa
Un modo tutto torinese per dire, con la tenerezza di chi ti vuole bene, che sei un po' tra le nuvole, sbadato o confusionario. Lo dici a quell'amico che perde le chiavi in frigo o si scorda del tuo compleanno ma poi ti fa ridere come nessuno.
Esempi d'uso
"Ogni volta che andiamo al supermercato, Gnin-a l'é na ciula: si dimentica sempre il latte!"
"Guarda 'sto ragazzo, Gnin-a l'é na ciula: ha messo lo zucchero nella pasta al sugo e non s'è neanche accorto."
"Mio fratello non trova mai gli occhiali che ha in testa, Gnin-a l'é na ciula, gli voglio un bene dell'anima."
Da dove viene
'Gnin-a' è il diminutivo affettuoso di 'Gina', nome che a Torino evoca la tipica signora un po' svampita ma dal cuore d'oro. 'Ciula' in piemontese sta per 'sciocca', e quando li unisci nasce questa carezza linguistica: una Gina un po' ciula, appunto, che fa tenerezza più che rabbia.