Cosa significa
Vuol dire darsi una mossa e partire senza troppi discorsi, tipo quando stai ancora a cincischià e qualcuno te sveja. Si usa tra amici, spesso in tono scherzoso o un po’ perentorio, per far alzare il ritmo, dal campo di calcetto alla fila al bar. È l’equivalente romanaccio di sbrigamose, annamo.
Esempi d'uso
"A regà, ariminiamose che sennò ce fanno notte: dobbiamo finì ‘sta partita, poi pizza al taglio e via a casa, dai!"
"A regà del banco del bar dell'Esquilino, ariminiamose che sennò ce fanno notte er bigliettaio della partita della Roma all'Olimpico delle ventuno, dobbiamo finì sta partita del biliardo del primo piano del locale, poi pizza al taglio del Bonci dell'aeroporto del lato del Vaticano e via a casa del rione der Trastevere a cambià er motorino."
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Da dove viene
Variante romanesca del verbo riminare (rimuoversi, smuoversi), con prefisso a- aggiunto e desinenza -ose tipica del riflessivo plurale del dialetto romano, attestata nel parlato delle borgate di Roma del Novecento come imperativo collettivo del "muoviamoci". Il verbo è cugino del più diffuso muovamose e del napoletano sciumamoce, e si è cristallizzato nel parlato dei bar di Trastevere e Testaccio come la spinta amichevole-perentoria della comitiva che deve uscire dal bar dopo il quarto caffè del pomeriggio della domenica per andare al cinema o alla partita della Roma.
Altri modi di dirlo
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