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Cosa significa

Non è un invito tipo Dai, facciamolo, ma l’inizio di una filastrocca da bambini, la classica Ambarabà ciccì coccò. Si usa come conta per fare a sorte, scegliere chi inizia un gioco o chi viene “preso” a nascondino. A volte lo dici anche da grande per scherzo, quando vuoi decidere qualcosa a caso.

Esempi d'uso

"Ambarabà ciccì coccò, chi sta sotto tocca a te: dai, facciamo a sorte chi va in porta e chi tira i rigori."
"In spiaggia a Rimini i bambini hanno fatto la conta cantando ambarabà ciccì coccò per decidere chi sarebbe stato sotto a nascondino, e la fortuna è caduta sulla bambina con la maglietta dei minions."
"Quando dobbiamo decidere chi va a prendere il pane il sabato mattina, mio nonno tira fuori la formula dell’ambarabà ciccì coccò con il dito puntato a turno verso i nipoti, come ai tempi suoi a Forlì."
Tono
Affettuoso Festoso
Dove si dice

Da dove viene

Ambarabà è la prima parola della filastrocca infantile Ambarabà ciccì coccò, conta tradizionale italiana usata in tutto il Paese per scegliere a sorte il bambino che inizia il gioco o quello da prendere a nascondino. L’origine è incerta: alcuni studiosi della lingua orale la fanno risalire a formule italiane medievali, altri al gergo dei venditori ambulanti dell’Ottocento. La filastrocca è stata diffusa capillarmente dalla scuola pubblica del Novecento, ed è oggi pronunciata dalle nonne come timbro affettivo che fa rivivere il cortile dell’asilo a tre generazioni di adulti.

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