Cosa significa

È il jolly supremo del parlato genovese. Alla lettera richiama il pene, ma nella vita vera funziona come esclamazione buona per stupore, fastidio, incredulità o sfottò. Può stare da solo, infilarsi in mezzo a una frase o diventare un richiamo tra amici tipo oh, belin. Resta volgare, quindi meglio non spararlo con nonna, capi e contesti ingessati.

Esempi d'uso

"U belin, a l'è mezz'ora che siamo fermi al casello e quello davanti fruga ancora per le monetine. Dai, muoviti!"
"U belin, ma hai visto che nebbiùn stamattina? Non si capisce dove finisce il mare e dove comincia il cielo."
"Oh belin, vieni giù o no? È mezz'ora che ti aspettiamo sotto casa col motorino acceso."
Tono
Ironico Volgare
Dove si dice

Da dove viene

Belin è una voce storica del genovese, documentata da secoli, nata come parola per indicare il pene e poi allargata nel parlato a interiezione passepartout. L'articolo u è quello maschile del ligure, quindi u belin è la forma pienamente dialettale, più marcata e più da bocca genovese verace.

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