Cosa significa
Nel dialetto bolognese, si riferisce a qualcuno che è trasandato, come un giardino abbandonato che ha bisogno di una bella sistemata.
Esempi d'uso
"Guarda quel Carlo, svöng com'è vestito! Sembra un giardino incolto!"
"Ogni volta che esco con Giacomo, è sempre svöng come un cespuglio dopo il temporale, ma con quella faccia da can che ride."
"Ti sei guardato allo specchio stamattina? Sei più svöng di un gatto randagio che ha dormito in un fosso."