Cosa significa
È un modo di chiamare qualcuno con tono confidenziale, metà rispetto e metà presa in giro. Viene dal genovese e richiama signore, ma usato tra amici suona più da bancone che da cerimonia. Ci sta per fare il brillante, stuzzicare uno o attaccare bottone. Può essere affettuoso o sarcastico, dipende tutto dall’intonazione e dalla faccia.
Esempi d'uso
"Oh scignô, belin, arrivi a mani vuote anche stasera? Porta due birre e non fare il furbo, che poi paghiamo sempre noi."
"Scignô, ma dove vai tutto tirato così, che dobbiamo fare solo due passi al porto?"
"Dai scignô, non metterti a fare il prezioso e siediti con noi che c'è ancora focaccia."
Hai qualcosa da dire?
Correggi, completa o raccontaci qualcosa. Lo controlliamo e, se è vero, lo vedrai applicato con la tua firma.
Da dove viene
Viene dal genovese scignô, forma popolare di signô, cioè signore. È un vocativo da parlato vivo, nato per rivolgersi a qualcuno con rispetto alleggerito e un filo di sfottò. A Genova gira da bar, carruggi e chiacchiere tra conoscenti, dove il tono decide tutto.
Altri modi di dirlo
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