Cosa significa
Culumma è quel chiacchiericcio da muricciolo che trasforma un saluto veloce in un comizio esistenziale. Parti per due minuti e ti ritrovi un’ora dopo ancora lì appiccicato al cordolo, a discettare del nulla cosmico con la stessa serietà di un consiglio dei ministri.
Esempi d'uso
"Oh Marco, sempre in culumma a parlare del nulla con i tuoi amici davanti alla focacceria!"
"Con quei tre ogni caffè diventa una culumma che manco i sindacati: si accendono di niente e parlano di tutto senza spostare un mattone."
"Mica voglio fare la culumma sotto la pioggia, eh, ma sto concetto me lo dovete spiegare meglio prima di scappare."
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Da dove viene
Il termine nasce come alterazione popolare di 'colonna', eredità diretta dei cortili delle chiese genovesi e liguri, dove la colonna diventava punto d’appoggio per i crocchi di amici che si fermavano a parlare. Da elemento architettonico a simbolo del perdigiorno da strada il passo è stato breve, quella sostituzione della 'o' con la 'u' che sa di dialetto e di marciapiede.
Altri modi di dirlo
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