Cosa significa
A Trieste cjalcjamurle è come il gorgoglio del mare quando scherza con le rocce, un suono che ti accarezza le orecchie e ti dice che tutto va bene. È quella risatina nascosta del brodetto che sobbolle, il tuffo nel piatto che ti fa sentire a casa prima ancora di assaggiarlo. Un rumore che è pura complicità tra il mare e chi lo ascolta.
Esempi d'uso
"Ieri passeggiando sul molo Audace ho sentito un cjalcjamurle che pareva musica"
"Sta minestra de pesse la ga proprio un bel cjalcjamurle, me par de esser in barca"
"Col cjalcjamurle delle onde me so incantado e go perso el traghetto"
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Da dove viene
Viene dal dialetto triestino, dove cjalcjà significa pigiare o premere con forza, mentre murle sono i gusci delle cozze. L’immagine è quella del mare che sbatte e comprime i gusci contro gli scogli, creando quel suono inconfondibile. È una parola che sa di porto, di vecchie trattorie e di pomeriggi passati a guardare le onde.
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