Termine affettuoso milanese per indicare un anziano con stile e saggezza, spesso ancora giovane di spirito.
A Venezia, 'vecchiarello' è un termine affettuoso per indicare quei signori anziani che passano le giornate a cantare vecchie canzoni e a raccontare storie e pettegolezzi nei campielli.
A Roma lo senti come chiamata affettuosa, un po’ in sfottò, per un amico di lunga data oppure per uno che “c’ha na certa” ma resta de compagnia. È tipo dire vecchio, però con più sapore romano e un’aria da: te conosco da sempre, nun te montà la testa. Usalo solo se c’è confidenza vera.
Descrive chi sembra anziano per le levatacce mattutine, anche se ha solo trent'anni, con rughe da folletto saggio e lamentele precoci sul Lazio in crisi.
Termine affettuoso per indicare un anziano che ha sempre una storia da raccontare, come lo zio che non manca mai alle feste.
Descrive un anziano furbo e scaltro, con tanti trucchi e segreti accumulati negli anni, noto per cavarsela sempre con un sorriso enigmatico.
Si riferisce a una persona che invecchia ma non se ne rende conto, cercando di comportarsi come un giovane.
Soprannome per una persona che ama la cucina tradizionale e autentica, sempre alla ricerca dei sapori di una volta.
Termine affettuoso per indicare un anziano, spesso usato per descrivere la capacità degli anziani di prevedere il tempo grazie ai dolori articolari.
Si usa affettuosamente per descrivere una persona anziana che si comporta come se avesse molti più anni di quelli effettivi, spesso con un fare burbero ma tenero.
Un termine ironico per prendersi gioco affettuosamente di chi, nonostante l'età avanzata, insiste nel vivere giornate al ritmo della vita notturna senza far caso ai postumi.
Il 'vecchiarello' bolognese è colui che ama raccontare ed esagerare storie del proprio passato, come viaggi leggendari, suscitando l'ammirazione di amici e nemici al bar sotto le Due Torri.