Cosa significa
Modo super comune per dire che qualcuno è cocciuto e non si schioda dalle sue idee, anche quando gli porti prove, ragioni e pure il calendario. Può suonare affettuoso tra amici o in famiglia, tipo presa in giro bonaria, ma detto male diventa un mezzo rimprovero. A volte, sotto sotto, è pure un complimento per chi è testardo e non molla.
Esempi d'uso
"Gli ho detto cento volte che la riunione è domani, ma lui insiste a presentarsi oggi: che testa dura, sembra che parli al muro."
"Mio nonno è una testa dura come pochi, da vent’anni gli ripeto che il suo Nokia del duemiladue non tiene più la batteria, e ogni volta risponde che il telefono va benissimo, anche dopo aver perso tre chiamate dal medico del distretto sanitario."
"La nipotina di otto anni è una testa dura simpaticissima, ha deciso che vuole imparare a suonare il violino del nonno e nessuno la convince a cominciare prima con la chitarra del cugino, nemmeno la maestra del conservatorio di Brescia che le ha già fatto due provini."
Da dove viene
Testa dura è metafora antichissima della parlata italiana, attestata già nei trattati medici del Duecento toscano, dove la durezza del cranio era figura corporea della resistenza intellettuale al ragionamento altrui. Il modo di dire ha viaggiato attraverso secoli mantenendo intatto il tono affettuoso del rimprovero familiare. Boccaccio nel Decameron usa il termine per descrivere il personaggio cocciuto che si attiene al proprio piano contro ogni evidenza, e l’uso si è mantenuto vivo nel parlato italiano popolare di tutte le regioni come marcatore della testardaggine ostinata.
Altri modi di dirlo
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