Espressione usata per descrivere qualcuno che, dopo aver bevuto troppo vino, perde completamente la voglia di competere nei giochi da osteria e si rilassa filosoficamente sugli stuzzichini.
Espressione colorita per descrivere qualcuno che ha bevuto troppo e si è addormentato, come se fosse in un mondo tutto suo.
Espressione usata per descrivere qualcuno che, dopo aver bevuto troppo, diventa lento e riflessivo come una lumaca.
Espressione usata per descrivere qualcuno che è molto ubriaco, al punto da comportarsi in modo stravagante e fuori luogo.
Esclamazione colorita per descrivere qualcuno che, dopo aver bevuto troppo, si muove e parla lentamente, proprio come una lumaca.
Espressione usata per descrivere qualcuno che è molto ubriaco, al punto da muoversi lentamente e in modo goffo, come una lumaca.
Espressione umoristica per descrivere qualcuno che è molto ubriaco, al punto da muoversi lentamente come una lumaca.
Espressione goliardica usata per descrivere una persona molto ubriaca, che si comporta in modo stravagante e bizzarro, spesso cercando di comunicare con oggetti inanimati o persone sconosciute.
Espressione usata per descrivere qualcuno che, dopo aver esagerato con il vino, si aggira per la Vucciria come una lumaca ubriaca, convinto di vedere tesori tra le bancarelle.
Usato per descrivere qualcuno che è molto ubriaco, al punto da raccontare storie assurde e senza senso.
Esclamazione usata per descrivere chi è molto ubriaco, al punto da confondere la realtà con situazioni assurde.
Metafora colorita per descrivere qualcuno che, dopo aver bevuto troppo vino, si muove lentamente e parla in modo prolisso.
A Genova si dice di uno che è ubriaco fradicio, ma in modalità lenta e sbandata, tipo lumaca coi pattini. Dopo due giri di bianco in osteria, attraversa i carruggi a zig zag, parla coi muri e si ferma ogni tre metri a raccontare imprese di mare mai successe. Belin, che quadro.
Modo palermitano per dire che uno è ubriaco fradicio, ma in versione lenta e confusa, tipo lumaca in gita. Dopo due bicchieri si impasta la lingua, si perde tra vicoli e profumi di mercato e ogni angolo sembra l’inizio di un’epica avventura gastronomica. Ridicolo, ma pure poetico a modo suo.
Modo di dire barese per uno talmente ubriaco che invece di camminare striscia, lento e impastato, come una lumaca dopo tre bicchieri di troppo. Tipico da fine serata tra birre calde del chiosco, chiacchiere infinite e festa patronale. Non è solo brillo, è proprio in modalità rallenty tragica, ma comica.
Modo fiorentino per dire che uno è ubriaco fradicio, ma pure lento e impastato, come se il Chianti gli avesse messo il freno a mano. Barcolla piano piano e si sente pure un fenomeno, magari fa il cicerone a caso nel centro storico. Ridere sì, ma tenetelo lontano dai motorini.