Accattavi

A Palermo accattavi è un modo super locale per dire hai comprato o stavi comprando. Viene dal siciliano accattari, quindi è roba da mercato, da bancarella, da trattativa fatta a colpi di sorriso e spicci. Lo usi per darti un tono da picciotto mentre fai shopping, anche se stai solo prendendo due cose in saldo.

"Amunì, picciotto, accattavi pure quegli occhiali tarocchi al mercatino e ora ti senti Scarface. Dai, almeno hai pagato poco e fai scena"

Bria'o come una lumaca

Modo palermitano per dire che uno è ubriaco fradicio, ma in versione lenta e confusa, tipo lumaca in gita. Dopo due bicchieri si impasta la lingua, si perde tra vicoli e profumi di mercato e ogni angolo sembra l’inizio di un’epica avventura gastronomica. Ridicolo, ma pure poetico a modo suo.

"Alla Vucciria Fabio era bria'o come una lumaca, minchia: ha salutato il fruttivendolo come fosse suo cugino e si è perso dietro a una panelletta."

Chiamatina

A Palermo la chiamatina è la telefonata “innocente” per ricordarti una cosa al volo, ma sotto sotto serve a trascinarti fuori. Parte con un sì, ci vediamo, e finisce sempre con mangiamo qualcosa, prendiamo due arancine, facciamo un giro. Insomma, la dieta la saluti col fazzoletto.

"Ieri mi fa la chiamatina: oh, giovedì Palermo insieme, mi raccomando. E poi zac, minchia, ci scappa pure il giro arancine e panelle, che sennò che partita è?"
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